mercoledì 27 marzo 2013
Poesie sparse... 31 - La fine di tutti gli inverni
Arriva anche l'ultimo freddo
sul collo - una spina di gelo
ricorda il sapore del male
ricorda il profondo del mare...
Poi giunge un'ammicca - e una voce
che svela la verità amica -
tu vivi di speranza disperato
e scrupoloso attendi le stagioni...
Ma l'uomo di bianco vestito
sorride e già basta a capire
che fugge l'inverno dal mondo
... e non sarà la fine, ma comprendi,
seppur non verrà subito l'estate,
che in questa primavera troppi fiori
mescoleranno insieme i suoi colori.
lunedì 11 febbraio 2013
Non c'è più religione
mercoledì 21 novembre 2012
una somiglianza inquietante
domenica 29 giugno 2008
Dovevamo saperlo che l'amore - Discorso della Luna
Con questo video cominciamo una serie di post volta a trattare di un interessantissimo romanzo che mi è capitato di avere tra le mani ultimamente. Non credo che nessuno dei miei lettori conosca "Dovevamo saperlo che l'amore", e proprio per questo voglio condividere con voi le emozioni migliori che ho provato leggendo questo "manoscritto", questo particolarissimo ma suggestivo e simpatico ritratto dell'italia dal il primo '900, fino agli anni '70.
Oggi sono stanco, non mi va di approfondire. Beccatevi questo capitolo, che parla dell'apertura del Concilio Vaticano II.
Buona lettura:
DISCORSO ALLA LUNA
“Cari figlioli, sento le vostre voci, la mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero…”
I fatti del mondo a me non interessavano, tranne che non si parlasse di calcio o di ciclismo. Ma quella volta fui attratto come da una calamita.
“Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… osservatela in alto… a guardare questo spettacolo. Chiudiamo una grande giornata di pace…”
Il discorso alla luna di papa Giovanni: con questo dichiarava aperto il Concilio Vaticano secondo. Quel papa, rotondetto e buono, parlava in modo strano, insolito. Da quella finestrella lassù che sembrava illuminata come dalla luce naturale di una greppia. In casa corsero tutti davanti alla televisione.
“La mia persona non conta niente, è un fratello che parla a voi diventato Padre per la volontà di nostro Signore…”
Zio Paolo strabuzzò gli occhi: “Ma come parla?”
“Continuiamo a volerci bene così… cogliere quello che ci unisce…”
Mio padre a questo punto sbottò a piangere, in maniera irrefrenabile. Nonna, dietro a lui.
“Fratres sumus…”
Io strillai: “Significa ‘siamo fratelli’”
Fui zittito.
“La luce che splende sopra di noi, che è nei nostri cuori, che è nelle nostre coscienze, è la luce di Cristo…”
Mamma non si trattenne più: scoppiò a piangere pure lei.
Resistevamo io, zio Paolo, Nina e Gabriele, sposi di fresco. Nina era incinta.
Gabriele disse: “Gajardo ‘sto papa.”
“Tornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite ‘questa è la carezza del papa’…”
Nonna, fra le lacrime, rivolta a Gabriele: “’Stu papa è un santu… Proteggerà to’ figghia che sta per nascere.”
Gabriele e Nina erano lì lì per mollare.
“… troverete qualche lacrima da asciugare… dite una parola buona, il papa è con noi… specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza…”
Commosso, mi voltai. Incredibile. Zio Paolo, lì nel suo angoletto, aveva gli occhi lucidi.
“… e poi tutti insieme cominciamo cantando sospirando piangendo…”
A quel punto in camera entrò Rosa, prese all’istante il contagio, prese a piangere a fontanella.
Io dietro a lei, Nina e Gabriele dietro a me.
Papà era a terra con le convulsioni; mamma, singhiozzando, tentava di tirarlo su.
- Nelson Martinico-
venerdì 4 aprile 2008
benedetto XVI aula nervi
Anche se con un bel po' di ritardo, desidero sprecare due parole per raccontare una bellissima esperienza che ho avuto la fortuna di provare.
Sabato 1 marzo sono andato nell'aula "Paolo VI", in Vaticano, per assistere a un incontro del Santo Padre con gli universitari (e mi potreste già dire, lo so: "Ma allora te... che ce sei annato a ffa'??!").
In realtà non doveva essere niente di particolare: solo una processione di testimonianze di Fede, più un Santo Rosario recitato con il Papa. A dire la verità, anzi, pensavo che la funzione sarebbe stata alquanto noiosa; e invece ho potuto ritrovare parte della mia spiritualità assopita.
Eh già, perchè il buon Peppone (un modo un pochino "irriverente", anche se affettuoso, per parlare di Benedetto XVI) alla fine è un grandissimo oratore e... non lo so: a distanza di tempo non mi so ancora esprimere bene su ciò che ho vissuto. Certo non me lo aspettavo così: Emana una sensazione di calore, che proprio da lui non mi sarei mai aspettato di provare.
E' stata anche una buona occasione per riflettere sul 4° articolo della Legge Scout: Lo scout è amico di tutti e fratello di ogni altro scout.
E' capitato infatti che il mio "compagno di banco" fosse un giovane studente polacco, e dopo aver fatto rapidamente conoscenza, aver saputo che entrambi avevamo pronunciato una stessa Promessa, e che tutti e due, invece di passare il sabato a perdere tempo, avevamo scelto un pomeriggio di spiritualità, non è passato molto prima che ci scambiassimo i recapiti con la promessa di rivederci.
Come dire: Cristo è amore, condivisione, unione. E la legge scout, oltre a essere un ottimo compendio di civismo, è anche la Sua legge.
Ma ora vorrei farvi ascoltare qualche parola del Santo Padre...






