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sabato 15 aprile 2017

Poesie sparse... 53 - Camelotian


Ci sono a volte dei fraintendimenti
dei passi fatti sciaguratamente
che il cuore affretta, ma nel camminarli
stupiscono gli odori e le paure
e la facilità che li ha percorsi.
Pertanto non ti puoi rimproverare
alcuna colpa, 'fragile Ginevra:
hai visto Lancillotto. Lo hai baciato.

Donato Giancola

lunedì 13 marzo 2017

Poesie sparse... 52 - Salgariana #1


Salgariana #1 

I tropici in trionfo, gli uragani 
hanno sfondato ormai tutti gli scafi 
così non resta loro che danzare 
violentemente idioti e tristi e soli 
sopra lo specchio infranto del mio mare. 
Cosa è rimasto, cosa sopravvive? 
La tigre forse - ciò che non si doma,
che pure alla pietà ruggisce uccisa. 
La tigre - e rossa o bianca non importa:
uno è il suo sguardo, identica la caccia. 
... e la sua caccia in fondo è lo svenire 
ogni avversario - pecora o fucile,
è un dimostrare intatto che ferita 
vale cento carogne, che sfinita 
può far tremare ancora la paura. 


mercoledì 1 marzo 2017

Poesie sparse... 51 - Salgariana #2


Salgariana #2

Al sud del tuo arcipelago scomposto
dove veleggia e impazza un'altra estate
resisto ancora, Mompracem perduta
invasa da quei venti rumorosi
del nord che alle passioni non riservano
più fughe o traiettorie d'abbordaggio.
Le scimitarre esauste altri rubini
non bramano, ma perle sovrapposte
semmai - dove è impossibile specchiare
quella che l'orizzonte mi impedisce.
La sola che l'oltraggio intenerisce.
Tu: il mio dolore vivo, tumefatto.
Tu: il terremoto che non ha epicentro.


mercoledì 6 maggio 2015

Poesie sparse... 50 - ti cherzo leare


Gli zigomi spocchiosi, è una minaccia 
quel suo musetto buffo, è uno sberleffo. 
È un'altalena insolita, il ricordo 
di un tempo spiegazzato in mezzo ai prati. 
E riesce a emozionarmi, sbarazzina, 
quando le sopracciglia misteriose 
sollevano un commento per svanire 
ad esitare un "ciao" dietro ai capelli. 

Lei, con quegli occhi, chiede solo il mare. 



mercoledì 22 aprile 2015

Poesie sparse... 49 - Le palpebre che calano sul mondo

Questa purtroppo ha un anno. Dolorosamente.

Mamma richiude gli occhi - è un po' più stanca 
e nulla la farà più stare bene. 
I giorni si assomigliano - sfumati
tutti i contorni non c'è un dopo o un prima 
ma soprattutto adesso non c'è un dopo. 
Mamma ha richiuso gli occhi e io ho paura 
che questa volta possa non riaprirli. 
Si perderà i nipoti la mia laurea 
l'esito dei concorsi la pensione 
il mutuo meritato infine estinto. 
Non li aprirà mai più sul Nicaragua 
o sulle chiavi che papà si scorda. 
Non rivedrà le luci di Natale 
o il sole che si suda a ferragosto. 
Non piangerà alla prossima parata 
né per il primo fiore a primavera. 
Mamma riapre gli occhi e un lumicino 
già punta sfilacciato al suo domani. 
Mamma sospiro affranto mi perdona 
e mi ringrazia e mi si raccomanda 
di non tornare tardi. Mamma lotta 
sconfitta il tempo a battiti roventi 
sotto una pelle gialla che era sua. 
Per ora è solo sonno - ora mi volto 
verso l'abisso e sono pure mie 
mentre mi aggrappo matto a ogni momento 
le palpebre che calano sul mondo. 


giovedì 9 aprile 2015

Poesie sparse... 48 - L'ultimo Boy Scout


Resta la dignità, pronta all'esilio: 
Il mondo è un po' più giungla e chi comanda 
sono serpenti iene e alligatori. 
Leoni sonnacchiosi, tutto intorno 
ci si è fatto il deserto e nella sabbia 
stiamo col muso all'ombra di chi fummo. 

Non corrono gli gnu né le gazzelle 
Non è rimasto un osso od un miraggio 
a stimolare imprese. C'è la fame: 
il solo bieco istinto deteriore. 
La mia savana brucia, in ogni sterpo 
la verità è sottesa solo al fuoco. 

Tra le macerie sono un re di braci. 
Nella sconfitta resto un re che tace.
















Roba vecchia, in realtà.
Il titolo (e solo il titolo) è un omaggio al mitologico Bruce Willis e al ruolo che ha interpretato nel 1991.
Da quella pellicola si può, semplicemente, trattenere il facile concetto di:
Boy Scout = Persona Onesta.
Ogni altro riferimento, al Movimento Scout, o alla figura del Boy Scout, o a scouts realmente esistenti, è molto al di là di quelle che sono le reali intenzioni dell'autore.

[Precisazione necessaria per contingenze biografiche]

sabato 21 marzo 2015

Poesie sparse... 47 - Drowning

Un pensierino proveniente dal tardo autunno e poi sviluppato in pieno inverno per il primo giorno di primavera. Aspettando l'estate che ci ritroverà.



Tra i faggi e le fagacee nel tuo verde 
si è definito un alito, vagito 
d'amore appena giunto, all'improvviso. 
Lo scopro solo e tu mi scheggi il cielo 
di luce e d'altre nuvole a infusione. 
E questo giovedì si fa ragazza 
ragazza e nuvoloso - a suggerire 
il vento da non farti più dormire.




Vale come mio contributo alla Giornata Mondiale della Poesia, visto che il pay-with-poem al bar non ha funzionato.

sabato 20 dicembre 2014

Poesie sparse... 46 - Si Annega #2.26


Dal fondo ambrato scuro dei tuoi occhi 
si è rivelato un dubbio che inatteso 
ha accelerato i battiti e il silenzio 
di due che hanno scoperto lo stupore: 
Le indecisioni a un tratto fatte intense 
si scoprono propense ad un incontro 
di sguardi inconsci, di attimi imprecisi. 

Così ti angosci e c'è un aggrottamento 
muto fatto corteccia alla mia pioggia - 
Ma è un attimo e il sorriso dei tuoi anni 
fiorisce le pupille di chi è solo. 

E naufraga ogni isola e il ristoro, 
se nega di conoscere la terra, 
somiglia all'improvviso in cui l'amore 
è ancora inconsapevole e scompiglia 
i sensi come il vento coi capelli. 


venerdì 12 dicembre 2014

Poesie sparse... 45 - Si Annega #1


E' un attimo e i capelli marezzati
sviolinano una spiccia indecisione
mentre c'è un niente intatto e mattutino
che dà colore ai soffi del tuo vento
E poi si sceglie a caso un fotogramma,
un petalo da cui si può partire
sfiorando gli anni come sopra un prato
E c'è una tenerezza a tratti muta
che in qualche modo più non fa dormire
e scioglie le speranze e incanta un nome
e a pronunciarlo sembra che sia eterno







martedì 24 giugno 2014

Poesie sparse... 44 - Il matrimonio


Specchio del mondo il cielo ha i suoi colori
e li riflette in certe circostanze:
nella bellezza semplice del sole
con il pensiero ai campi già ramati
oppure con un refolo d'estate
che dà sollievo ai corpi nei vestiti
Ma il cielo più profondo lo si scopre
dentro a due occhi quando brilla al dito
la tua promessa e dici che è per sempre...


a Rodo & Vale

giovedì 19 giugno 2014

Poesie sparse... 43



Queste ombre che depositano gli occhi
si sono assecondate a malincuore
e dentro al cono lasciano un odore
di pioggia e marcio come una poltiglia
Adesso che è in ritardo primavera
si sveste a mitigare i mal di gola
e sembra quasi voglia far vedere
che niente è capitato per davvero.


domenica 30 marzo 2014

Poesie sparse... 42 - con tante scuse Post Factum


I: [...] sul tavolo ho lasciato una poesia: 
se vuoi te la regalo... tanto non saprei cosa cazzo farci.

L: non è proprio una cosa bella da dire. 


No, in effetti non lo è. C'è che quando bevo divento un po' stronzo, più che altro acido: tiro fuori una cattiveria che si esprime sempre e solo verbalmente, a parole e basta, perlopiù in piccole parentesi o note di colore che di solito rivolgo a me stesso... In realtà non volevo dire ciò che ho detto (ero parecchio alticcio, sì). Probabilmente intendevo sminuire il gesto di una poesia fresca fresca lasciata su un tavolo. Ecco, potessi scusarmi e rigirare quella scena, sotto di qualche giro, immagino direi così: ...

I: una serata splendida. Sul tavolo ho lasciato una poesia: 
ci lavoravo da settimane e sono appena riuscito a darle un senso. 
Se ti può fare piacere te la regalo; 
in fondo è figlia anche di questa notte: te la devo 
e spero che ti piaccia.

 - ... Peraltro l'ho già copiata sul taccuino (proprio a voler parafrasare) -

... e grazie ancora!

facendo mio un concetto letto in questi giorni tra le pagine di Come un respiro interrotto, ultimo libro del buon vecchio Fabio Stassi, potrei aggiungere a questo bel teatrino che, in fondo
Noi siamo ciò che non diciamo



Abbandonata, quasi in disincanto 
il marciapiede e l'etere invocavi 
intrisa a una preghiera a un'ansia al nome 
di lui che non risponde e non arriva. 
La strada mostrerà le sue intenzioni 
... ma intanto quella ciocca silenziosa 
la soffi via perché ti annoia il naso. 
Nel gesto c'è qualcosa che sorride 
- quasi un momento, che ha come stupito 
chi ti ha guardata, chi ci ha fatto caso: 
Data la geometria di certi istanti 
sa che lo hai visto sai che ha visto te. 

Un dubbio ormai ti ha messa in discussione 
per un secondo forse o forse meno 
e aveva quel sapore di sirene 
che insinuano un attracco come un porto. 
Si abbassa la marea e spuntano fuori 
i sogni e i desideri - erano foto 
sepolte nei cassetti tra i monili. 
Mentre ci pensi il ciglio della strada 
ti tiene in una scelta e pare un limbo. 
Sul ciglio della strada ha vacillato 
questo tuo vivere ore e chiaroscuri 
con le carezze, ma senza i colori... 

domenica 9 marzo 2014

Poesie sparse... 41



Nell'ansia di una notte c'è del verde 
e le intenzioni di chi ci si affida 
con le impressioni ingenue di una luce 
vanno a finire, come spesso accade, 
nell'anima innocente di una sedia. 
Perché una sedia gambe accavallate 
promette e pure spinge a immaginare 
esiti incerti tinti a lieto fine. 
Perché con i lampioni sotto ai piedi 
è lecito sognare - dalla strada 
lontani - in mezzo al vino quando i treni 
rallentano a sperar buona fortuna.


domenica 26 gennaio 2014

Poesie sparse... 40


Si sfiorano le nubi a inamidare
riverberi di cielo rosa e azzurro
confusi come certe ore d'autunno

Giorni passati a domandare strade
che scorgano la propria fine altrove -
 nel mito di una donna, di un portone -

sono ormai schiusi e immaginano viaggi
senza un rumore che non sia di vento
perché è così che fanno i vivi e i matti...

Austera come un'ombra di betulle
e sola in mezzo ai battiti avventati
di case in dormiveglia ti ho alle spalle:

appena so chi sei ma riconosco
la figurina tua, la camminata
il dubbio sciolto grazie alla sciarada.

Sfioriscono i lampioni concentrati
a indovinare sagome nel buio:
fuori dal mondo cadono i divieti.

Calcato nella pagina il silenzio,
c'è chi non crede, c'è chi sopravvive
di desideri e di già perse sfide.

Negli occhi tuoi bivacchi beduini
Negli occhi miei un deserto senza fini.





Ricordo come fosse ieri quando e dove è nata la lirica che ha inaugurata le PoesieSparse, poi etichettata come Città di notte #1: ero al quarto anno di liceo, costretto a frequentare un corso di recupero in matematica. Chiesi di andare in bagno e, passando lungo il corridoio, ebbi l'occasione di vedere tutte quelle aule vuote e buie, illuminate appena dai lampioni esterni, per la strada: ... uno spettacolo così inusuale, e irreale, per uno studente...!
Da allora è passato un po' di tempo, già cinque anni.
Certe PoesieSparse le ho postate veramente per gioco e di qualcuna oggi mi vergognerei profondamente. Ma non ne cancellerò nessuna (per ora); innanzitutto per non sballare troppo la successione numerica e poi perché ognuna ha a suo modo contribuito a migliorarmi, è parte di un itinerario che ho percorso... Quello dell'esercizio poetico, dello sforzo alla scrittura, anche quando non se ne avrebbe voglia, anche su temi che di poetico avrebbero di per sé poco o niente...

Dalla n.26 in poi, specialmente, qualcuna l'ho amata davvero. E, nonostante poi gli abbia attribuito un nome, per me continuano a chiamarsi, appunto, ps#26, #32, #39... con oggi si arriva alla quarantesima. La figlia di una evoluzione difficile e affatto scontata,  un prodotto che mi ha fatto molto penare per ventiquattro ore buone, di una musicalità studiata - tutta assonanze e consonanze, carica di suggestioni e presentata in una forma per me insolita.

Le voglio bene e, a ragione, credo di poterla definire come il miglior "buon 2014" che mi potessi augurare.

domenica 12 gennaio 2014

Poesie sparse...38


E' assurdo in una notte partorire
senza disegno, senza poi motivo
la voglia più improvvisa del suo viso. 

Tra i passi dell'istinto ciò che appare 
spesso è un dettaglio, un'impressione, un mondo 
che sgorga da un'occhiata trasparente 
oppure dalle labbra ancora aperte 
e c'è un sospiro o forse uno stupore 
ma non si sa smorzare né finire 
e non si può fissare o trattenere. 

Se ne esce appena un alito, una nebbia 
avvolge tutto e allora anche i sorrisi 
si schiudono a imitare i girasoli...




Visto che oggi è oggi, approfitto per farmi un paio regali: il primo è questo video; il secondo è il senso che finalmente ottiene nei confronti della poesia che si sforza di presentare...


... e, se c'è, il segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole 
e non qualcosa che non c'è.






giovedì 2 gennaio 2014

Poesie sparse... 39


Due regali per cominciare al meglio questo 2014: il primo è mio mio; il secondo viene dagli studios della Disney...

Nel buio dei ricordi la calura
torna di quella notte - dal vestito
rispuntano le gambe e tra le pieghe
profonde e sottilissime un contorno
c'è indefinito come in un presagio.
Svanisce ogni misura, le parole
perduto il tempo sono ormai smarrite:
C'era la luna, già si denudava?
O casta sotto il mondo era nascosta?
Tu c'eri, ma al riparo dalle stelle
tra cenni non distinti e foglie d'olmo.
Io c'ero, capitato in un silenzio
che senza una ragione il tuo mistero
muto un momento ha fatto palpitare.




C'è, naturalmente, una Poesie Sparse #38... ma ci tenevo particolarmente a iniziare l'anno con questa e nessuna altra poesia... e ciò che è giusto è giusto. A presto, prestissimo, la numero 38!

venerdì 27 dicembre 2013

Poesie sparse... 37 - Penny Lane

Ciao,
oggi voglio presentarvi una signorina pronta a fare il suo ingresso ufficiale in società.
Non ha ancora un nome, purtroppo. O meglio; nella mia testa il nome c'è e sarebbe "Bende atte a tamponar sorrisi": solo che non è opera mia. Questo bellissimo verso appartiene infatti ad Alessandro Riccioni, un poeta - tra le altre cose - che ho avuto il piacere di incontrare in un paio di occasioni. Lui, pure pure, probabilmente mi concederebbe il privilegio di utilizzare questa successione di parole per etichettare la mia giovane creatura; ma il suo editore potrebbe non essere d'accordo... Tant'è.
In assenza di un codice connotativo, posso dirvi che la bambina è in qualche modo figlia primogenita di Montaditos e che poeticamente (non sentimentalmente) rappresenta, più della madre e della "zietta" Marilina#4, una sorta di Pagliaccina 2.0.

Questo finale di 2013 ha voluto regalarmi suggestioni nuove e, soprattutto, antenne in grado di captare e ritrasmettere queste suggestioni.
C'è da dire che tra madre, figlia e zia mi sta capitando come non mai di scrivere... e di essere felice: felice come non mi era mai capitato di essere davanti a un prodotto della fantasia. Tutto ciò non è affatto scontato; anzi! Ed è un piacere che sta continuando a tornare, a cadenze più o meno regolari, da qualche mese a questa parte...

Quindi: lettore avvisato, mezzo salvato.
Siate gentili con lei, trattatela bene e non fatele fare troppo tardi: è timidissima e non saprebbe proprio dirvi di no...


E' sera sei per strada tra la gente
e parli ad alta voce tra te e te
mentre seduta al tavolo con gli altri
zitta preferiresti far parlare. 
Ma il mondo è un ladro in cerca dei tuoi raggi
e ti ha portata anche se non volevi
a muovere le labbra - un po' ti scoccia; 
così cominci a raccontare notti
come fosse d'un altro e non più tuo
ciò che è accaduto tra aliti e lenzuola.
La sala si è riempita di un silenzio
denso di fiati a stento trattenuti
le orecchie si son fatte lunghe e rosse
le lingue si impietriscono, un tremore 
si aggrappa a ogni creatura che respira.
E poi non dici più, perché qualcosa
qualcosa ti stupisce - lo rivelano
le ciglia come pagine sfogliate: 
senza saperlo ti spalanchi al mondo. 
Qualcuno lo ha capito e si ritaglia
questo attimo di te come un regalo
che sconfinato nella tenerezza
mostra quanto davvero sei da sola. 
Solo vorrei riaccenderti quegli occhi.



P.S.: la canzone dei Beatles è frutto di una sinapse nata per un curioso caso di omofonia

venerdì 22 novembre 2013

Poesie sparse... 36



La strada è zuppa e madida - qui dentro
piano si va vuotando ogni bicchiere
Le foglie impiastricciate nella luce
sanno un po' di lampione e con la brezza
di certe sere, specie se d'autunno
batte la pioggia quasi in ogni cuore.

Il vino è già finito - questa notte
ha chiuso col riempirsi più di vero.
Tra le certezze nuove, quelle vere
vere e profonde che durano un'ora
resta qualcosa - appena un'impressione
che se si dice forte è detta bene.










giovedì 5 settembre 2013

Poesie sparse... 35 - Marilina #4


Il suono dei sorrisi si combina 
con palpebre che sbattono a un sussurro. 
Gli occhi dissotterrati vanno in giro: 
scopro di averli pedinati e visti 
giocare a nascondino con la luna 
eludere gli sguardi non richiesti 
trovare i loro simili per caso 
e starci come i chiodi sulla croce. 
Nasce qualcosa al ritmo delle ciglia: 
l'una nell'altro fissi già si vola 
- ma senza sospirarci mai per nome - 
Quando è il momento poi gridiamo muti.





Questa mi ha portato via più di due settimane... ma credo di poter essere stra - felice del risultato.
Riuscirla a concludere in un modo che mi convincesse appieno mi ha riempito di gioia, come non mi succedeva da un po' di tempo per qualcosa che scrivo.

Determinante è stata la visione di questo video di Elisa a Sanremo 2001. Questa ragazza friulana mi è sempre piaciuta moltissimo sotto ogni punto di vista... secondo il mio modesto parere, è la più grande voce femminile del panorama italiano. Sentirla cantare proprio "Luce" e vederla rispondere così candidamente alle domande della Carrà sul festival mi ha inondato di quel pizzico di tenerezza che mi serviva per concludere questo povero lavoro.




a ogni modo, io l'ho sempre adorata con il taglio pixie. Perciò...


martedì 20 agosto 2013

Poesie sparse... 34


.. working in the fields 
'till you get your back burned 
working neath the wheels 
'till you get your facts learned... 

(Badlands; Bruce Springsteen)



Picchiarono due gocce sul terrazzo 
e di fronte al portone un marciapiede 
rosastro scoloriva via col tempo 
ciclicamente mesto e cadenzato. 
Perché il sole una nuvola oscurava: 
solo una sola nuvola più piena 
di tutto il cielo, meno un solo spicchio. 
Un cielo che non stava solo in cielo 
cielo pure dipinto in molti cuori - 
cuori pieni di cielo e mari e terre 
ma mari di burrasca e terre mosse. 
Perché ogni uomo è intatto - se lo è - 
solo di fuori; e in ogni geografia
dell'anima è una placca dissestata.


Appena un paio di giorni dopo Poesie sparse... 32 avevo intuito che si sarebbe profilato un periodo abbastanza lungo che non mi avrebbe visto scrivere. Il pensiero è nato immediatamente dopo questi versi che, si badi bene, sono figli di una incredibile rabbia rimasta muta, nonché di diverse suggestioni targate Hemingway: insomma, roba mia, ma della quale probabilmente non vorrei nemmeno rivendicare il possesso.
Questi giorni di fine agosto, da parte loro, hanno visto vincere ancora una volta quel solito principio per cui da due grandi fami represse (o inespresse?) - quella di versi e quella d'amore - nasca molto spesso qualcosa di insolitamente bello.
E' una consolazione, per quello che vale. Magra, magrissima, deperita pure: ma, comunque, una consolazione.

Alle prossime puntate.