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domenica 4 agosto 2013

Monografie dallo schermo #10 - Owen Hunt


L'Iraq mi ha lacerato l'anima in maniera indelebile. 
Se mi chiedeste qual è l'intervento chirurgico che più ho amato, vi racconterei di quando ho dovuto tamponare con tutto il mio corpo un uomo letteralmente "aperto" dallo scoppio di una bomba fatta in casa: l'ho salvato, gli ho evitato di morire dissanguato stendendomi su di lui per più di due ore. 
Un mese dopo, dopo avermi scritto una lettera di ringraziamento per avergli salvato la vita, quel soldato si è ucciso.
Sono un uomo buono e deciso, uno che trasmette sicurezza: solo i ventilatori appesi al soffitto mi fanno perdere la testa. Probabilmente perché mi ricordano molto le pale degli elicotteri nel deserto. 
Oggi sono il primario di chirurgia del Seattle Grace - Mercy West Hospital, un trauma center di primo livello, ma da quando ho accettato questo incarico tutto si è fatto ancora più difficile: Cristina, mia moglie, è una vera e propria "drogata" di chirurgia e io non le perdono di avere abortito nostro figlio senza consultarmi. Tra le lacrime di tutti e due abbiamo firmato i documenti del nostro divorzio, anche se continuiamo a stare insieme. Eppure la nostra relazione sembra non trovare pace e, nel profondo del mio cuore, so bene che il mio incontenibile desiderio di paternità finirà per allontanarci definitivamente.



Owen Hunt; Grey's Anatomy (2005 - in corso)

mercoledì 3 luglio 2013

Monografie dallo schermo #9 - Alex Karev


Il mio nome, Alexander Michael, significa "difensore dei deboli - simile a Dio". Nel secondo non mi ritrovo assolutamente, ma il primo è la storia della mia vita: mio padre era un tossico; ha picchiato sua moglie fino a farle saltare i nervi e io ho dovuto cavarmela con i furtarelli nei supermercati per accudire i miei fratellini. Quando i servizi sociali se ne sono accorti mi hanno sballottato per 17 diverse famiglie adottive finché, una volta tornato a casa, ho reso a quel bastardo del mio vecchio tutto ciò che mi aveva fatto subire con gli interessi, convincendolo così a sparire per sempre.
Sono uno specializzando in chirurgia al Seattle Grace e ho una particolare predisposizione per la pediatria. Quando mi trovo con i miei piccoli pazienti emergono quei tratti gentili altrimenti nascosti sotto la scostante maschera da stronzo che sono solito indossare: credetemi, questa doppia faccia le fa impazzire, le donne.
Nell'ordine, ho avuto una storia con una paziente che è diventata letteralmente matta per il figlio che sperava di darmi; quindi ho sposato una collega che però, dopo essere stata operata con successo per un tumore al cervello, mi ha lasciato. Tutte le altre - non ne ho mai fatto un mistero, meno che mai con loro - sono state semplici storie di sesso.

Di recente mi si sono riattivati i sentimenti per una persona che ha alle spalle una storia incredibilmente simile alla mia: in linea con tutte le signore per cui ho provato qualcosa, anche Jo Wilson è una mezza psicopatica e io mi domando se sia possibile, in qualche modo, far integrare la sua pazzia alla mia. Difficile che dica a qualcuno "ti amo"; tuttavia credo di essere finalmente pronto a pronunciare queste parole e, con loro, mi auguro si possa schiudere pure per me il lieto fine che credo di meritare.





Alex Karev; Grey's Anatomy (2005 - in corso)





sabato 2 giugno 2012

Shonda Rhimes uccide Lexie Grey


Il post seguente è una semplice lamentela in seguito alla morte di Lexie Grey


Questo avvenimento segna il mio definitivo allontanamento dalla serie tv Grey's Anatomy. Serie che, tengo a sottolinearlo, ho (ri)cominciato a vedere nel periodo napoletano (in stato di malattia e di solitudine) solo ed esclusivamente per la presenza di Lexie Grey, il personaggio interpretato dalla meravigliosa Chyler Leigh. Shonda Rhimes ha ucciso Lexie Grey; io non guardo più Grey's Anatomy.



... E poi dai, cazzo, era l'unico personaggio ad avere portato un po' di freschezza dalla terza stagione! 
Poteva far morire il plastico belloccio e stronzo, una delle due lesbicone, la vedova cardiotoracica (perchè no?) oppure quella pasticciona della Kepner. Addirittura la Bailey, altro personaggio oramai completamente imploso su sé stesso, senza più niente da comunicare a nessuno: poteva morire, non mi sarebbe dispiaciuto più di tanto. Ma la piccola Grey no...

SHONDA RHIMES, SHAME ON YOU!