Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

martedì 23 dicembre 2008

Mauro Repetto - Baciami Qui (introvabile!!!!)

Il video praticamente introvabile di Repetto, grazie al quale il mio piccolo blog è rintracciabile dai grandi motori!
Scusate ma non sono riuscito a postarlo assieme all'intervento precedente!

Un uomo davvero coraggioso: la favola triste di Mauro Repetto


Ciao a tutti!
Oggi voglio farmi un regalo di Natale rispondendo nella maniera più esaustiva che tutta la rete possa offrire a uno dei dubbi esistenziali di tutta la generazione italiana che ha vissuto la propria adolescenza negli anni dell’ “Internet? Che roba è?” e “Ammazza, so forti ‘sti 883…!” .. (Insomma, gli anni ’90)..
Il dubbio panteieutico che unisce questi ormai non più tanto giovani italiani è il seguente: Ma che fine avrà fatto Mauro Repetto (In arte “il biondino che ballava negli 883”)? La risposta a questa domanda che turba sicuramente l’esistenza di tutti noi, giorno e notte, e qui a seguire: Vi avverto però, come sono stato avvertito io la prima volta: preparate i fazzoletti, perché in confronto “Via col vento” e “Pearl Harbour” fanno sbellicare dalle risate…

La nostra storia comincia in una città vicino al Ticino, in Lombardia, che tra l’Est e il West ha scelto il West: Pavia. Diciamo che non è una grande metropoli (anzi, più che una città è una cittadina), e la vita è sempre la stessa, alternando qualche occasionale avventura di comitiva con tanto di “rimorchi” (o “due di picche”) in discoteca al fancazzismo più totale con l’amico Cisco al Bar (sempre il Bar, con tanto di maiuscola… che se per Ligabue si chiama “Mario”, per Guccini “Osteria delle dame”, e per Vasco “Roxy”, per gli 883, il Bar è il “Dante”(Jolly blu), lì a Pavia).
Mauro Repetto e Max Pezzali si conoscono tra i banchi di scuola, a causa della bocciatura di quest’ultimo in classe terza superiore per ragioni di condotta. Visti i motivi che avevano indotto la scuola a rimandare Pezzali, i professori pensano di affibbiargli come compagno di banco il più tranquillo ed esemplare Mauro (Oddio, non riesco a credere a ciò che scrivo…). Tra i due, stranamente, è subito forte amicizia, coltivata anche dalla comune passione per la musica pop e le motociclette Harley Davidson. A 18 anni i cominciano a scrivere pezzi hip-hop alla tastiera, e facendosi chiamare semplicemente i “Pop”, con uno dei loro brani, “Live in the music”, partecipano a “1, 2, 3, Jovanotti!”, la trasmissione dell’allora esordiente Lorenzo Cherubini; ma l’esperienza sembra concludersi lì. Ci vuole qualcosa che gli faccia salire la china: i due seguono la sempre più crescente ondata pop, e potrebbero realmente avere successo. Mauro allora si reca sotto casa dell’inventore del “Gioca Joeur”, Claudio Cecchetto, il Re Mida della musica italiana commerciale di allora: lo aspetta davanti al portone della sua abitazione, e come lo vede uscire gli infila nella tasca della giacca una musicassetta con due brani incisi: “Non me la menare” e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. All’ultimo vi ha appiccicato, in segno di buon augurio, un adesivo della Ha
rley 883.
Cecchetto resta estasiato, e subito ingaggia i due pavesi, che intanto hanno partecipato al festival di Castrocaro proprio con “Non me la menare”, facendosi notare, rispettivamente, Max per le doti vocali, Mauro per la capacità straordinaria di reggere la scena.
E’ presto detto, e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” è inciso. E’ il 1992. Nel ’93, per contratto discografico, viene pubblicato “Nord Sud Ovest Est”, e i due partecipano anche al festivalbar. Ma è qui che cominciano i problemi, e ve ne chiarisco il motivo: Finchè si scrivevano le canzoni in cantina andava tutto bene; e anzi, me lo vedo Repetto in casa Pezzali a tutte le ore del giorno (“Max, Max, senti questa: tu ti vesti da fotomodella-di quelle di vogue tu ti credi più bella-càmmini càmmini càmmini mini-facevi prima ad uscire in bikini-però tu vuoi fare la donna all’antica-quella che ti fa vedere la….HOUSE!!!...eh??!”); ma le emozioni vere si vivono sul palco, davanti al pubblico, e Mauro non suona, né (salvo rari coretti) canta. Per sua (s)fortuna, come si è detto, però sa reggere la scena ballando come un matto, attirando tutta l’attenzione su di se. Ciò si manifesta specialmente nel primo tour 883, quando la domanda, effettivamente, salta in testa un po’ a tutti: “Ma se quello bruno mezzo stempiato canta, e il biondino dietro non fa un cazzo… il biondino dietro che cazzo ci sta a fare?”. In breve diventa lo zimbello dei media: anche i Fichi d'India arrivano a proporre una gag di successo, che in effetti è la sua imitazione sul palco.
Nel frattempo Mediaset, per ovviare all’evento musicale San Remo, inaugura la prima (e ultima) edizione del “Festival Italiano” al quale gli 883 partecipano con una versione di “Come mai” eseguita in duetto con Fiorello, il Re del karaoke, che imita Vasco, Guccini, Battiato, Ruggeri, e Baglioni. Il successo è tale che viene girato anche un video, nel quale Mauro, completamente estraniato e timido, riceve consigli dai due cantanti fichi per sedurre una ragazza. Ormai è quasi completamente fuori...


Immaginatevelo: poco più che ventenne, apparentemente ha successo; ma è deriso, sempre più escluso dalla scena, schiacciato dall’ombra del suo compagno Max, e consapevole di tutto ciò. Si innamora perdutamente di una bellissima modella di colore, Brandi, e di qui il passo è breve. La versione ufficiale vuole che Mauro chiami Max per avvertirlo che starà via un po’ (partirà per seguire alcune sfilate di moda a New York), e questo dovrebbe essere l’ultimo contatto 883 tra i due… A dire le verità, l’ultima apparizione come 883 davanti al pubblico è datata 15 gennaio 1994, durante una puntata del Roxy Bar di Red Ronnie… Ma quale che sia, personalmente ci credo poco. Non mi sembra possibile che i due amici non abbiano nemmeno discusso riguardo la scelta di Mauro di abbandonare il gruppo: E’ inverosimile (di qui a voi i ragionamenti). Ah, Mauro poi spera di realizzare un suo vecchio sogno: esordire come regista. Ma l’idea è ben più ampia, anzi, è completamente folle, e per questo merita il più alto rispetto: trovare un produttore cinematografico che gli affidi la regia di un film, basato su un copione scritto dallo stesso Repetto, e ingaggiare Brandi come protagonista (con logici fini impliciti). L’avventura però va tutt’altro che bene: un presunto avvocato, infatti, lo raggira, e promettendogli l’incontro con un produttore fugge con 20.000 $. Anche Brandi, che non lo ritiene alla sua altezza, non lo fila assolutamente.I genitori di Mauro, preoccupati dal fatto che spenda tutta la sua fortuna inutilmente, si rivolgono a Claudio Cecchetto, e questi tenta di risollevarlo: d’altronde era anche lui un 883, e a rigori l’esperimento doveva andare bene. Mauro recluta alcuni musicisti, tra cui, come seconda vocalist, la bravissima Francesca Tourè, e tra Milano e New York registra “Zucchero Filato Nero”, di cui abbiamo già parlato in precedenza, sempre su questo stesso sito. Come quindi saprete, il risultato è inenarrabile: un'assurda autobiografia al cui centro è riportata la disperata ricerca di fica del Repetto (a proposito: provate a scrivere "Repetto" col t9... guardate un po' cosa ne salta fuori..). A sue spese, Mauro realizza anche un video di “Baciami qui” (il brano in cui, in assoluto, canta meno, soccorso da Francesca Tourè) che è anche il singolo di lancio del suo album. Il successo tanto sperato non arriva, nemmeno dopo il lancio del secondo singolo, “Brandi’s smile”, un brano autobiografico che parla della sfortunata avventura americana e dei rimpianti per i tempi più lieti con l’amico Pezzali. Mauro per la depressione ingrassa di tre taglie; se la prende con Cecchetto, che a sua opinione non lo ha pubblicizzato abbastanza, e “ZFN”, vendendo appena 23.000 copie, diventa un elemento onnipresente nei cassettoni di dischi dei grandi magazzini, assieme a Leone di Lernia, ManiaMix ‘94, e Masini canta Gino Paoli... Repetto, dopo qualche tempo a Pavia, si trasferisce in Francia, dove tenta ancora la carriera cinematografica con il cortometraggio “Point Moirt” ... Beh, da qui la sua storia èquasi leggenda. Si sa per certo che si è sposato con Josephine, una designer francese che è fiera di portare il cognome del marito nel suo ambiente lavorativo, come si riscontra dal suo sito; da questa donna ha poi avuto due figli, e attualmente vive a Parigi. Lavora a Eurodisney, ma quale sia la sua posizione non è chiaro (responsabile degli eventi o maschera di Baloo?). Al di là di tutto, a me piace pensare che dopo questa Odissea, anche il buon Mauro abbia trovato il suo happy end. Se poi volete credere davvero che lavori come maschera, vi do uno spunto di riflessione: i flashes che lo immortalano ogni giorno non lo sanno, ma dietro quella copertura c’è un uomo DAVVERO coraggioso: il “biondino degli 883” che, per inseguire i suoi sogni impossibili, ha rinunciato a soldi e fama.


E ora qualche contenuto dei vecchi video 883, più una chicca specialissima che ho scovato in prima persona, unica nel suo genere,e che ho inserito qui solo per voi (prima che lo mettessi su youtube, credo che fossimo in pochissimi ad averlo, in tutta Italia – e quindi nel mondo-): il video di “Baciami qui”; protagonista assoluto: Mauro Repetto. Godeteveli (e, magari, commentate!)

)Mauro comparsa per il pezzo più impegnato degli 883 (il loro vero gioiello!!)


 )Repetto autostoppista (Come mai)


)Repetto moderno cowboy (Nord Sud Ovest Est)



)Repetto e i suoi folli balletti (Sei un mito)



)Repetto comparsa e controcanto (Rotta x casa di Dio)



)Mauro e Max ospiti a "1,2,3 Jovanotti", quando si facevano chiamare "i Pop"



Il grande ritorno di Mauro Repetto (2012)