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domenica 21 giugno 2009

Sei solo una miopia del cazzo

Non sei una terapia/ Sei solo una miopia//
Questa l'ha scritta mio cugino Pippo sul suo blog, Cervellonero, ed è tra le figure più delicate che, a mia opinione, abbia mai creato.
O forse sono rimasto affascinato perchè, semplicemente, io sto a pezzi.

Per quei pochi lettori che ho, volevo solo dire che una settimana fa' ho avuto il mio primo reading. Il prof Ligotti è finalmente riuscito a far stampare una nuova edizione dei Commentarii de bello poetico per il liceo Giulio Cesare, nei quali io compaio come veterano per la sezione poesia. Non è pubblicità, è solo un'introduzione, badate bene!
Questo perchè tra i versi letti, assieme ad "Aria" e "I gatti non mi miagolano attorno..." , spiccava questo 
pezzo...


Lo vuoi il mio cuore? Guarda:
è lì l'ho accartocciato
in un giornale rosa.
Nessuno lo raccoglie, a malapena
ci piscia sopra un cane...

Scritta all'inizio di quest'anno di merda, il quale ogni giorno che passa non fa che confermarsi uguale a se stesso e più bastardo.
giorni di ghiaccio e di merda 
mi sembra di essere una candela nel vento  e vorrei solo 
chiedere al cielo una donna 
che ami me
Rappresentanti di giorni di merda
quanti me ne avete venduti quest'anno
-M. Repetto-

Porco il clero pippo, quanto è vero: Non sei una terapia/ sei solo una miopia//
Ma quale utopia, per dio... solo una miopia del cazzo.

martedì 23 dicembre 2008

Un uomo davvero coraggioso: la favola triste di Mauro Repetto


Ciao a tutti!
Oggi voglio farmi un regalo di Natale rispondendo nella maniera più esaustiva che tutta la rete possa offrire a uno dei dubbi esistenziali di tutta la generazione italiana che ha vissuto la propria adolescenza negli anni dell’ “Internet? Che roba è?” e “Ammazza, so forti ‘sti 883…!” .. (Insomma, gli anni ’90)..
Il dubbio panteieutico che unisce questi ormai non più tanto giovani italiani è il seguente: Ma che fine avrà fatto Mauro Repetto (In arte “il biondino che ballava negli 883”)? La risposta a questa domanda che turba sicuramente l’esistenza di tutti noi, giorno e notte, e qui a seguire: Vi avverto però, come sono stato avvertito io la prima volta: preparate i fazzoletti, perché in confronto “Via col vento” e “Pearl Harbour” fanno sbellicare dalle risate…

La nostra storia comincia in una città vicino al Ticino, in Lombardia, che tra l’Est e il West ha scelto il West: Pavia. Diciamo che non è una grande metropoli (anzi, più che una città è una cittadina), e la vita è sempre la stessa, alternando qualche occasionale avventura di comitiva con tanto di “rimorchi” (o “due di picche”) in discoteca al fancazzismo più totale con l’amico Cisco al Bar (sempre il Bar, con tanto di maiuscola… che se per Ligabue si chiama “Mario”, per Guccini “Osteria delle dame”, e per Vasco “Roxy”, per gli 883, il Bar è il “Dante”(Jolly blu), lì a Pavia).
Mauro Repetto e Max Pezzali si conoscono tra i banchi di scuola, a causa della bocciatura di quest’ultimo in classe terza superiore per ragioni di condotta. Visti i motivi che avevano indotto la scuola a rimandare Pezzali, i professori pensano di affibbiargli come compagno di banco il più tranquillo ed esemplare Mauro (Oddio, non riesco a credere a ciò che scrivo…). Tra i due, stranamente, è subito forte amicizia, coltivata anche dalla comune passione per la musica pop e le motociclette Harley Davidson. A 18 anni i cominciano a scrivere pezzi hip-hop alla tastiera, e facendosi chiamare semplicemente i “Pop”, con uno dei loro brani, “Live in the music”, partecipano a “1, 2, 3, Jovanotti!”, la trasmissione dell’allora esordiente Lorenzo Cherubini; ma l’esperienza sembra concludersi lì. Ci vuole qualcosa che gli faccia salire la china: i due seguono la sempre più crescente ondata pop, e potrebbero realmente avere successo. Mauro allora si reca sotto casa dell’inventore del “Gioca Joeur”, Claudio Cecchetto, il Re Mida della musica italiana commerciale di allora: lo aspetta davanti al portone della sua abitazione, e come lo vede uscire gli infila nella tasca della giacca una musicassetta con due brani incisi: “Non me la menare” e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. All’ultimo vi ha appiccicato, in segno di buon augurio, un adesivo della Ha
rley 883.
Cecchetto resta estasiato, e subito ingaggia i due pavesi, che intanto hanno partecipato al festival di Castrocaro proprio con “Non me la menare”, facendosi notare, rispettivamente, Max per le doti vocali, Mauro per la capacità straordinaria di reggere la scena.
E’ presto detto, e “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” è inciso. E’ il 1992. Nel ’93, per contratto discografico, viene pubblicato “Nord Sud Ovest Est”, e i due partecipano anche al festivalbar. Ma è qui che cominciano i problemi, e ve ne chiarisco il motivo: Finchè si scrivevano le canzoni in cantina andava tutto bene; e anzi, me lo vedo Repetto in casa Pezzali a tutte le ore del giorno (“Max, Max, senti questa: tu ti vesti da fotomodella-di quelle di vogue tu ti credi più bella-càmmini càmmini càmmini mini-facevi prima ad uscire in bikini-però tu vuoi fare la donna all’antica-quella che ti fa vedere la….HOUSE!!!...eh??!”); ma le emozioni vere si vivono sul palco, davanti al pubblico, e Mauro non suona, né (salvo rari coretti) canta. Per sua (s)fortuna, come si è detto, però sa reggere la scena ballando come un matto, attirando tutta l’attenzione su di se. Ciò si manifesta specialmente nel primo tour 883, quando la domanda, effettivamente, salta in testa un po’ a tutti: “Ma se quello bruno mezzo stempiato canta, e il biondino dietro non fa un cazzo… il biondino dietro che cazzo ci sta a fare?”. In breve diventa lo zimbello dei media: anche i Fichi d'India arrivano a proporre una gag di successo, che in effetti è la sua imitazione sul palco.
Nel frattempo Mediaset, per ovviare all’evento musicale San Remo, inaugura la prima (e ultima) edizione del “Festival Italiano” al quale gli 883 partecipano con una versione di “Come mai” eseguita in duetto con Fiorello, il Re del karaoke, che imita Vasco, Guccini, Battiato, Ruggeri, e Baglioni. Il successo è tale che viene girato anche un video, nel quale Mauro, completamente estraniato e timido, riceve consigli dai due cantanti fichi per sedurre una ragazza. Ormai è quasi completamente fuori...


Immaginatevelo: poco più che ventenne, apparentemente ha successo; ma è deriso, sempre più escluso dalla scena, schiacciato dall’ombra del suo compagno Max, e consapevole di tutto ciò. Si innamora perdutamente di una bellissima modella di colore, Brandi, e di qui il passo è breve. La versione ufficiale vuole che Mauro chiami Max per avvertirlo che starà via un po’ (partirà per seguire alcune sfilate di moda a New York), e questo dovrebbe essere l’ultimo contatto 883 tra i due… A dire le verità, l’ultima apparizione come 883 davanti al pubblico è datata 15 gennaio 1994, durante una puntata del Roxy Bar di Red Ronnie… Ma quale che sia, personalmente ci credo poco. Non mi sembra possibile che i due amici non abbiano nemmeno discusso riguardo la scelta di Mauro di abbandonare il gruppo: E’ inverosimile (di qui a voi i ragionamenti). Ah, Mauro poi spera di realizzare un suo vecchio sogno: esordire come regista. Ma l’idea è ben più ampia, anzi, è completamente folle, e per questo merita il più alto rispetto: trovare un produttore cinematografico che gli affidi la regia di un film, basato su un copione scritto dallo stesso Repetto, e ingaggiare Brandi come protagonista (con logici fini impliciti). L’avventura però va tutt’altro che bene: un presunto avvocato, infatti, lo raggira, e promettendogli l’incontro con un produttore fugge con 20.000 $. Anche Brandi, che non lo ritiene alla sua altezza, non lo fila assolutamente.I genitori di Mauro, preoccupati dal fatto che spenda tutta la sua fortuna inutilmente, si rivolgono a Claudio Cecchetto, e questi tenta di risollevarlo: d’altronde era anche lui un 883, e a rigori l’esperimento doveva andare bene. Mauro recluta alcuni musicisti, tra cui, come seconda vocalist, la bravissima Francesca Tourè, e tra Milano e New York registra “Zucchero Filato Nero”, di cui abbiamo già parlato in precedenza, sempre su questo stesso sito. Come quindi saprete, il risultato è inenarrabile: un'assurda autobiografia al cui centro è riportata la disperata ricerca di fica del Repetto (a proposito: provate a scrivere "Repetto" col t9... guardate un po' cosa ne salta fuori..). A sue spese, Mauro realizza anche un video di “Baciami qui” (il brano in cui, in assoluto, canta meno, soccorso da Francesca Tourè) che è anche il singolo di lancio del suo album. Il successo tanto sperato non arriva, nemmeno dopo il lancio del secondo singolo, “Brandi’s smile”, un brano autobiografico che parla della sfortunata avventura americana e dei rimpianti per i tempi più lieti con l’amico Pezzali. Mauro per la depressione ingrassa di tre taglie; se la prende con Cecchetto, che a sua opinione non lo ha pubblicizzato abbastanza, e “ZFN”, vendendo appena 23.000 copie, diventa un elemento onnipresente nei cassettoni di dischi dei grandi magazzini, assieme a Leone di Lernia, ManiaMix ‘94, e Masini canta Gino Paoli... Repetto, dopo qualche tempo a Pavia, si trasferisce in Francia, dove tenta ancora la carriera cinematografica con il cortometraggio “Point Moirt” ... Beh, da qui la sua storia èquasi leggenda. Si sa per certo che si è sposato con Josephine, una designer francese che è fiera di portare il cognome del marito nel suo ambiente lavorativo, come si riscontra dal suo sito; da questa donna ha poi avuto due figli, e attualmente vive a Parigi. Lavora a Eurodisney, ma quale sia la sua posizione non è chiaro (responsabile degli eventi o maschera di Baloo?). Al di là di tutto, a me piace pensare che dopo questa Odissea, anche il buon Mauro abbia trovato il suo happy end. Se poi volete credere davvero che lavori come maschera, vi do uno spunto di riflessione: i flashes che lo immortalano ogni giorno non lo sanno, ma dietro quella copertura c’è un uomo DAVVERO coraggioso: il “biondino degli 883” che, per inseguire i suoi sogni impossibili, ha rinunciato a soldi e fama.


E ora qualche contenuto dei vecchi video 883, più una chicca specialissima che ho scovato in prima persona, unica nel suo genere,e che ho inserito qui solo per voi (prima che lo mettessi su youtube, credo che fossimo in pochissimi ad averlo, in tutta Italia – e quindi nel mondo-): il video di “Baciami qui”; protagonista assoluto: Mauro Repetto. Godeteveli (e, magari, commentate!)

)Mauro comparsa per il pezzo più impegnato degli 883 (il loro vero gioiello!!)


 )Repetto autostoppista (Come mai)


)Repetto moderno cowboy (Nord Sud Ovest Est)



)Repetto e i suoi folli balletti (Sei un mito)



)Repetto comparsa e controcanto (Rotta x casa di Dio)



)Mauro e Max ospiti a "1,2,3 Jovanotti", quando si facevano chiamare "i Pop"



Il grande ritorno di Mauro Repetto (2012)

lunedì 18 febbraio 2008

ZuccheroFilatoNero: capolavoro dimenticato della musica italiana (o colossale cagata)



E' un'immagine stranissima: qualcosa sembra voler saltare in mente, per ritirarsi subito dopo, con la stessa velocità con cui è venuta.


Avremo visto tutti, almeno una volta nella vita, un po' di zucchero filato; ma "nero".. beh, diciamo che è più difficile... Ma non è certo una figura alimentare quella che vuole essere proposta, quanto una metafora per rappresentare dei bellissimi ricci scuri.


La citazione è presa dalla seconda canzone della tracklist dell'omonimo album sopra citato, unica opera solista di Mauro Repetto, il dimenticato biondino che ballava negli 883 che furono:


"Rimbalzo dei tuoi ricci sopra i seni che se scendi, sai, li sento su di me.. Rimbalzo dei tuoi capelli neri che si muovono a ondate a ritmo tuo.. Rimbalzo del mio cuore sui tuoi ricci, che sono zucchero filato nero"... Ottimo il gioco di ripetizioni, e dovrete convenire che, come immagine poetica, è geniale (faccio notare alle ragazze che questo cantante è anche l'autore di "Come mai", che conoscete sicuramente..)


Certo, se tutto l'album fosse stato così, probabilmente sarebbe diventato un disco che avrebbe fatto il suo (breve) tempo come tanti altri, e poi magari dimenticato... Ma avrete capito che evidentemente non è andata così. Ciò dipende dal fatto che le restanti 11 tracce dell'album non seguono la linea di ZFN: sono tutti inni sbagliati, ubriachi, e sbilenchi; allo sfigato, e quindi alla vita, dove le immagini si susseguono e sfuggono l'una all'altra, a volte senza nemmeno sincro.


Comincio a sparare qualche titolo: "Voglia di cosce e di sigarette". Fa già paura. Ma non crediate che, per la sola etichetta, "My love" sia migliore. Per non parlare poi di "Ma mi caghi?", nella quale un bellissimo sax si sovrappone a un ritmo improvvisamente dance/ hip-hop, continuando con Repetto che sta quasi rappando (ma così velocemente che non si capisce un'acca) per poi completarsi nel disperato urlo di dolore "Ma mi caghi??!" e la conseguente risposta "non mi caghi mai".


Lo sgretolamento totale dell'essere, l'assoluta mancanza di un punto di riferimento che non sia (pur mancando anch'esso) la fica, l'ingrediente preferito di Mauro anche come 883, ricordate? La fica-ma-stronza, la fica-che-non-te-la-da, la fica-che-quasi-te-la-da, la fica-che-rompe, la fica-che-alla-fine-però-è-scialla, la fica-che-te-la-da (?!) ...


Vi sarà chiaro che Repetto non è un filosofo (come Ligabue), o un tuttologo (come Battiato), ma nemmeno un disperato (come Masini, anche se ci va vicino), e non per questo un drogato (come Vasco): è uno SFIGATO (nel senso più letterale della parola) e vuole urlarlo al mondo. Ed è questo che, a mia opinione, rialza completamente lui e il suo album. A me personalmente, pur ammirando Mauro come persona, il disco fa davvero ridere. Chi d'altronde non è dentro di se un po' sfigato? La vita effettivamente prende a schiaffi in faccia un po' tutti, chi come il Repetto di "Ma mi caghi?", palesemente ignorato dalla fica di turno; chi in maniera un po' migliore, come quello più semplice di "My love". Sono le situazioni che tutti vivono tutti i giorni (oddio, quasi..) ma che non vorremmo sentirci raccontare (l'ansia prima di farlo, la depressione nei locali sfogata nelle scollature delle cameriere, le birre e le sigarette, i porno, la tv, le avventure con i soliti amici di comitiva smanettoni, che possono anche andare male, la bellezza di sentirsi dire dalla propria ragazza: "baciami qui"ecc.)


Veri inni alla vita, perchè se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo ed è onnipresente. Naturalmente, inni troncati sul nascere, oramai reperibili solo su emule.


Lo consiglio vivamente a tutti voi, sia perchè rivalutiate l'autore di "Come mai", sia per tirarvi un po' su di morale... Se andate in cerca di quest'ultima, non vi consiglio però di ascoltare Brandi's smile, triste autobiografia dell'autore... Ma ve ne parlerò in futuro più dettagliatamente!!