Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

domenica 29 agosto 2010

Poesie sparse...16

I vecchi non si illudono di nulla
d'agosto con il sole dietro ai tetti.
Di baci sono nidi, un mese dopo,
gli ombrelli di settembre per gli amanti
ma anche di autunno e ingenue solitudini

martedì 17 agosto 2010

El coronel Aureliano Buendìa y mi


(...) i suoi sforzi per sistematizzare i presagi erano tutti inutili. Si presentavano all'improvviso, in una folata di lucidità soprannaturale, come una certezza assoluta e momentanea, ma inafferrabile. Certe volte erano così naturali che non li riconosceva come presagi se non quando si realizzavano. Altre volte erano perentori e non si realizzavano. Spesso non erano altro che volgari attacchi di superstizione. Ma quando lo condannarono a morte e gli chiesero di esprimere la sua ultima volontà, non gli fu difficile identificare il presagio che gli aveva ispirato quella risposta: (...)

martedì 10 agosto 2010

Dalla Scozia, con amore



Passeggiando nelle Highlands mi sono imbattuto in uno strano fiore: cresceva da solo, in mezzo alla fanghiglia, sulla sponda di un ruscello. Ciò che mi aveva colpito era la sua forma: al posto dei petali aveva.... dei peli! ...o forse delle piume...
Lo colsi. E come
lo sollevai una leggerissima brezza spazzò via i suoi petali-peli, come succede soffiando sui denti di leone. Nella mia ignoranza non sapevo che quello era un fiore di cotone. In fondo non me ne importava. Per me quel fiore aveva già un nome: lo stesso della donna che amo. Anche lei, come quel
fiore di cotone, volava via ogni volta che provavo a "coglierla"...

(L.M.)


tutte le cose che non ti ho mai detto
non sono così strane da pensare:
il timbro della voce che cambiava
le mie poesie sul tavolo del bar
le nostre solitudini le strade
percorse insieme spesso stando zitti
due stupidi regali la mia vita
volevo si intrecciasse con la tua
... ma avevo solo due o quattro parole
accartocciate in tasca nella fretta.

domenica 1 agosto 2010

Poesie sparse...15

Ruote che vanno su bollenti strade
cicche su cicche ormai nel posacenere
madonne che non piangono dall'alto
L'estate avanza come controvoglia
Le nubi se ci sono non le senti.
E io ci sono, anche se non mi senti.