Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

lunedì 14 ottobre 2013

Monografie dallo schermo #14 - Oscar Diggs/ Il mago di Oz

Un giorno una ragazzina con delle magiche (e improbabili) scarpette d'argento verrà a insegnarmi che uno spaventapasseri può desiderare un cervello, che un uomo di latta non ricerca altro che un cuore e che persino un leone a volte si vergogna del coraggio che non ha... Ma questa è la storia di quello che è successo poi; e sono certo che voi tutti ne siete al corrente.
Quello che invece non sapete è come mi sia ritrovato ad abitare questo palazzo di smeraldo e, soprattutto, chi sia veramente lo stregone di cui sentite parlare da quando eravate bambini.
Ebbene, una volta esisteva Oscar Diggs, un prestigiatore da quattro soldi che girava per le provincie del Kansas dispensando numeri buoni solo per i creduloni e, a volte, nemmeno per quelli...
Poi è arrivata la mongolfiera, e un tornado che, d'un tratto, ha preso a erodere tutte le mie certezze e le mie priorità.
A cosa serve, in fondo, impugnare uno scettro, o bere da calici dorati e inzaccherati di rubini?
A cosa serve desiderare abiti d'alta sartoria, a cosa adescare ingenue fanciulle con il trucco, vecchio come il mondo, del carillon della nonna?
A cosa serve, insomma, essere un grand'uomo se non si possiede la bontà d'animo?
La tempesta mi ha catapultato, senza preavviso, diretto nella terra del mio cuore, tra logorroiche scimmie volanti, principessine dalle fattezze di porcellana, streghe buone e cattive: tutto per arrivare a capire che la magia, alle volte, sta nel riparare una bambola con la colla e il pennellino, nel porre rimedio alle proprie ottusità smettendo la maschera dell'avarizia, nel far brillare i fuochi d'artificio o nell'accendere un proiettore.
Smettere una maschera; che poi non significa per forza di cose rinunciare a quel gusto narcisistico che continuo a provare sapendo che, ogni qual volta si parli di me, tutti mi indicano come il grande e potente Oz .

Oscar Diggs; Il grande e potente Oz (2013)


1 commento:

Antonio ha detto...

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