Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

venerdì 14 febbraio 2014

Monografie dallo schermo #15 - Anna Scott from Notting Hill


Quello che nessuno si degna mai di pensare è che, nonostante tutto, anche una grande attrice di Hollywood resta, comunque, solo una ragazza. Una ragazza come tante, una persona semplice cui può piacere persino mangiare in un fast food, o scavalcare con la complicità della notte la recinzione di un giardino solo per sedersi su una panchina in pietra e baciare un ragazzo appena conosciuto. 
Sono Anna Scott, la donna del momento, la stella più pagata del cinema: è innegabile. 
Ma pure sono, e resto, quella bambina innamorata dei cartoni animati al punto di registrarsi negli alberghi come la "signora Flinstone". 
Sono una ragazzina con il sogno di una vacanza in giro per il mondo che mi è rimasto strozzato qui, in gola, dalle necessità impellenti della mia fulminante carriera. Probabilmente è stato per questo motivo, per ingollare ancora una volta la pillola delle mie dorate restrizioni, che mi sono intrufolata di soppianto in un affollato quartiere londinese per mettere piede in un negozio di libri sui viaggi. 

Tuttavia nessuno sceneggiatore, neppure il più audace tra i registi che ho conosciuto, avrebbe mai osato propormi un copione secondo cui, varcata quella soglia, la ventenne di successo più desiderata al mondo avrebbe finito con l'innamorarsi del classico commesso, sfigatello e spiantato, dal capello "floscio" eppure così sensuale... 


Julia Roberts performing Anna Scott
Notting Hill (1999)

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