lunedì 2 febbraio 2009

L'arte di trattare le donne -Parte 1-

Abbiamo già parlato del gentil sesso nei post passati. Si è discusso fino a ora su come avvicinare una ragazza, grazie alle dritte di Franco Califano. Ciò che propongo adesso è il succo della lettura e del giudizio di Schopenauer. La lettura di questo libro mi viene, forse a ragione, molto criticata dalle amiche donne. Il discorso è che non è da prendere troppo sul serio! Il problema è che io l'ho fatto...
LA NATURA DELLA DONNA
Il bel sesso

Il sesso femminile, di statura bassa, spalle strette, fianchi larghi e gambe corte, può essere stato chiamato bel sesso soltanto dall'intelletto maschile obnubilato dall'istinto sessuale: in altre parole, tutta la bellezza risiede in quell'istinto

il secondo sesso

le donne sono sexus sequior, il secondo sesso, che da ogni punto di vista è inferiore al sesso maschile; perciò bisogna aver riguardi per la debolezza della donna, ma è oltremodo ridicolo attestare venerazione alle donne: essa ci abbassa ai loro stessi occhi.

Esseri senza interessi

Le donne non sono capaci di un interesse puramente oggettivo per checchessia, e la causa è, a mio parere, la seguente: l'uomo cerca di ottenere in ogni caso un dominio diretto
sulle cose, sia mediante la comprensione, sia mediante la costrizione. La donna invece è dovunque e sempre costretta a contentarsi di un dominio indiretto, cioè mediante l'uomo, l'unico che può dominare le cose direttamente. perciò e' nella natura delle donne considerare tutto solo come mezzo per conquistare il maschio, e il loro interesse per qualcos'altro è sempre e soltanto un interesse simulato, un mero stratagemma, vale a dire esso si risolve a civetteria e scimmiottatura... basta osservare la direzione e la qualità della loro attenzione al concerto, a teatro (o al cinema n.d.r.); per esempio, vedere la disinvoltura infantile con cui continuano le loro chiacchiere infantili durante le parti più belle dei massimi capolavori.

Un colpo maestro della natura

Con le donne la natura fa un colpo da maestro: riunisce in esse, a una certa ora della giovinezza, tutte le bellezze e tutti gli incanti per attirare con forza gli sguardi distratti degli uomini, per indurli in tentazione mette a tacere ogni riflessione e li manda in rovina. E' la natura che produce la giovane per la quale gli individui si dannano e i popoli si sterminano.
Essa le da per giunta la civetteria, la quale mette in rilievo la bellezza e, se necessario, vi supplisce.

Eterne bambine

le donne sono adatte a curarci e a educarci nell'infanzia appunto perchè sono esse stesse puerili, sciocche e miopi, in una parola rimangono per tutta la vita grandi bambine: esse occupano una specie di gradino intermedio tra il bambino e l'uomo, che è il vero essere umano.

LE DIFFERENZE CON L'UOMO
La donna e l'uomo

Quando la natura spaccò il genere umano in due metà, il taglio da essa non fu fatto proprio nel mezzo. Nonostante la polarità, la differenza tra polo positivo e nagativo non è soltanto qualitativa, ma anche quantitativa. Gli antichi e i popoli orientali hanno considerato anch'essi le donne in questo modo, e perciò hanno riconosciuto la posizione loro adeguata molto meglio di noi con la nostra galanteria francese all'antica, con la sciocca venerazione per il sesso femminile, fiore supremo della stupidità cristiano-germanica, che è servito soltanto a rendere le donne arroganti e sfacciate.

La maturazione nell'uomo e nella donna

Quanto più una cosa e' nobile e perfetta, tanto più tardi e più lentamente giunge alla maturità. Difficilmente il maschio raggiunge la maturità della ragione e delle forze intellettuali prima dei ventotto anni: la donna invece già a diciotto anni; ma la sua ragione è, appunto per questo, assai limitata. Perciò le donne restano bambini per tutta la vita, vedono sempre e soltanto ciò che è più vicino, rimangono attaccate al presente, scambiano l'apparenza delle cose con la loro sostanza, e preferiscono inezie alle questioni più importanti.

L'amore per i figli

L'amore materno per i figli è, come negli animale, puramente istintivo, e perciò cessa quando i figli non hanno più bisogno di cure fisiche... L'amore del padre per i propri figli è di un altro genere e più solido: è basato sul riconoscimento del proprio io più intimo nei figli, ed è, dunque, di origine metafisica

Sapere e curiosità, per maschi e femmine

La brama di conoscere, se diretta all'universale, si chiama brama di sapere, se alla cosa singola, brama di novità, curiosità. I ragazzi per lo più dimostrano desiderio di sapere, le bambine una mera curiosità, ma questa in grado stupefacente e spesso con un'ingenuità urtante. Qui si annunciano già la tendenza specifica del sesso femminile alla cosa singola e la sua insensibilità per l'universale.

I SUOI PREGI
Realismo

Le donne sono senza dubbio più prosaiche degli uomini, e quindi non vedono nelle cose più di quel che realmente vi sia; mentre l'uomo, se le sue passioni sono agitate, è portato a ingrandire le cose reali, oppure vi aggiunge tratti immaginari

Chiedere consiglio

Non è affatto sbagliato in circostanze difficili chiedere consiglio alle donne. Il loro modo di concepire le cose, infatti, è del tutto diverso da quello degli uomini, in particolare per la tendenza femminile a prendere in considerazione la via più breve per raggiungere la meta, quella via che noi non vediamo o trascuriamo.

L'AMORE
E' fondato sul sesso

Ogni innamoramento, per quanto si atteggi a etereo, è radicato esclusivamente nell'istinto sessuale, anzi non è che un istinto sessuale ulteriormente determinato, specializzato e addirittura individualizzato nel senso più rigoroso del termine

Una follia

Questa elevata passione dei futuri genitori, che tutto sminuisce fuorchè se stessa, è un vaneggiamento senza pari in virtù del quale l'innamorato darebbe tutti i beni del mondo per copulare con una certa donna, la quale in verità non gli procura un piacere maggiore di quello che avrebbe con una qualsiasi altra.

E' cieco

La volontà della specie è talmente più potente di quella dell'individuo da far chiudere gli occhi all'innamorato su tutte le caratteristiche per lui ripugnanti, da farlo passare sopra tutto, da fargli disconoscere tutto e da indurlo a legarsi per sempre con l'oggetto della sua passione.
Solo così si spiega perchè vediamo spesso uomini molto ragionevoli, anzi eccellenti, uniti a vipere e diavoli di mogli, e non comprendiamo come esse abbiamo potuto fare una scelta del genere

E' commedia o tragedia?!

L'innamoramento negli esseri umani presenta spesso fenomeni comici, talvolta anche tragici; gli uni e gli altri perchè gli uomini, posseduti dallo spirito della specie, ne sono ora dominati e non appartengono più a se stessi

E' poesia

La sensazione di operare in faccende di importanza tanto trascendente eleva l'innamorato così in alto al di sopra di tutte le cose terrene, anzi al di sopra di se stesso, e da ai suoi desideri molto fisici un rivestimento tanto metafisico da far diventare l'amore un episodio poetico perfino nella vita dell'uomo più prosaico...

Per ora basta, ma prestissimo il resto... perchè non è mica finita!! Troppo ce ne sarebbe da dì...
A proposito, grazie a Froio, Nanni e a Barzo per le ispirazioni varie

3 commenti:

Anonimo ha detto...

filosofia sto cazzo, mio caro picozzi!
cos'e'? forse schiacciato più volte dalla superiorità di ALCUNE donne hai sentito il bisogno di rifugiarti nelle parole di un Rispettabilissimo vissuto circa 2 secoli fa? a proposito, se leggessi la sua biografia sulla wikipedia inglese (oh, SCUSA, Uomo Superiore, dimenticavo che NON CONOSCI L'INGLESE C:) noteresti che il buon Schopenhauer ha avuto una vita amorosa piuttosto deludente...io ci vedo un curioso rapporto causa-effetto.
E (no, non ho finito il pippone) se oggi qualcuno si sognasse di dire, che so, dei negri, che sono stupidi, dipendenti, subordinati, frivoli, insomma a malapena UMANI, be' codesto misero qualcuno si ritroverebbe presto circondato da folle inferocite, mentre dire le stesse cose delle donne pare quasi scontato...MAH.
MA A ME NON IMPORTA, l'ottimo "trattato filosofico" ha la funzione (per le persone abbastanza intelligenti da capire) di aprire una finestra sulle esperienze di vita e sulla maturità psicologica dell'autore e dei suoi sostenitori.
amen.
passo e chiudo.
stop.
cannuccia.
lol.

PiX ha detto...

Rispondo passo per passo.
La prima parte non è del tutto sbagliata: sai benissimo che di calci in culo ne ho presi abbastanza, ma quel libro mi è capitato tra le mani per caso. Niente di troppo personale. E poi sai benissimo che sono MOLTO maschilista da SEMPRE. Esperienze più o meno recenti a parte.
Parte due: la biografia di Schopenauer l'ho letta, anche senza l'INDISPENSABILE ausilio di wikipedia inglese, la quale tra l'altro so benissimo che sei in grado di leggere. Non ho mai detto che sappia parlare inglese. Sai bene che è così, come sai che non ne soffro certamente: l'italiano e il romanaccio mi STRAbastano, non ho poi questi grandi orizzonti. Quindi la tua battuta è una cattiveria perfettamente gratuita e inutile, volta a sottolineare la tua civetteria per sapere fare una cosa per me perfettamente astrusa. Lasciamo perdere il punto dei negri, che è poi vero. Ma, se vuoi un parere spassionato, sti cazzi.
Punto tre dunque: io ho premesso all'inizio che il testo non va preso sul serio, perchè il buon filosofo predicava male, ma razzolava bene. Nel senso che trombava come un porco. Il fatto che io sia uno stronzo maschilista e perdipiù un po' fesso mi sembrava appurato, senza il bisogno di farlo notare anche su internet.
vai in pace.
passo.
borraccia di gomma.

Anonimo ha detto...

mmh...
scusami, devo essere sincera. non sono riuscita a leggere oltre a quando dice che la donna è in tutto secondaria all'uomo, anche se secondo me non è del tutto sbagliato considerare le relazioni come mere spinte generate da impulsi sessuali. certo, ci sono le sfumature, ma credo che a livello di subconscio (o inconscio, chenneso) sia bene o male così.
prometto che appena mi sentirò meno femminista leggerò anche il resto. d'altronde, non si può combattere ciò che non si conosce. ^^.

Lu.