Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

giovedì 27 giugno 2013

Monografie dallo schermo #8 - John Coffey


Il mio nome è Coffey: si pronuncia come la bevanda, ma è scritto in modo diverso. Se voleste credere agli occhi e alla loro tradizionale distrazione, guardandomi di sfuggita potreste pensare che sono l'archetipo perfetto del criminale e trovereste giusto che debba scontare i miei ultimi giorni qui, al miglio verde, il braccio della morte di una prigione provinciale come tante negli Stati Uniti.
Ma la verità spesso è buffa e nel mio cuore alberga solo la gentilezza: se non vi fermerete al primo sguardo scoprirete che sono il tipo d'uomo che si mette a piangere per l'assurda morte di un topolino. E, se credete a questo genere di cose, scoverete dietro ai simboli di un latente e malcelato paganesimo il dono che fu di Gesù di guarire le malattie più atroci e pure di risuscitare i morti.


John Coffey; Il miglio verde (1999)

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