Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

mercoledì 21 settembre 2016

Ulysses by Alfred Tennyson - Traduzione

Ulysses; Alfred Tennyson 

A poco giova un re senza pensieri 
presso le braci del suo focolare - tra aridi dirupi 
accompagnato da un'anziana sposa. Misuro ed elargisco (nulla più) 
inadeguate leggi a genti isteriche 
che accumulano beni e sonno e cibo - e che non mi conoscono. 
Non posso che rimettermi nel viaggio: voglio bere 
la vita con finanche i sedimenti: tutto il tempo goduto 
è stato immenso, e immensa ogni sofferta: e sia con chi mi ha amato, 
sia da solo; sia sulla riva, sia precipitando 
alla deriva di piovose ninfe* 
che sanno indispettire il fosco mare. E oggi sono un nome 
disperso eternamente in desideri che sanno solo i cuori nella fame. 
È tanto ciò che ho visto e conosciuto: città, uomini, usanze 
 climi, consigli e modi di regnare, 
... E in ultimo, me stesso, e ovunque ho dato prova di valore. 
Ed ho bevuto gioia a ogni battaglia, insieme ad i miei pari, 
lontano sulle piane tintillanti, della ventosa Ilio. 
... Sono una parte di ciò che ho incontrato. 
Eppure ogni esperienza è appena un arco 
nel quale brilla il mondo non viaggiato 
i cui confini fanno per sbiadirsi
... O per schiarirsi se ci andrò vicino. 
È tetro il riposarsi, l'esser giunti 
se poi si arrugginisce, se lo scopo non è splendere ancora, pronto all'uso! 
Che, respirare è forse essere vivi? Godessi di più vite, ad ogni modo 
poco, ben troppo poco mi parrebbe: e di una sola vita so disporre. 
E di una vita a me poco rimane: ma ogni ora 
sottratta ancora a quel silenzio eterno 
è già qualcosa, può recar sorprese: 
Quanto sarebbe vile accumularsi 
e conservarsi - vuoto - in cambio di tre giorni 
se ancora questo spirito ingrigito 
anela le sorprese, e di inseguirle - come stelle cadenti sovrapposte 
oltre il limite estremo del pensiero. 
Questi è mio figlio, il mio stesso Telemaco 
al quale lascio l'Isola e lo scettro 
da me davvero amati - ... Saprà bene 
adempiere i suoi incarichi - prudente e mite, per popoli rudi: 
Saprà addomesticarli al giusto e al buono. 
Conosce il suo sentiero, è irreprensibile 
nei quotidiani impegni, può riuscire 
con guanto di velluto ai suoi uffici, 
ad esser degno di me e dei suoi avi 
quando non ci sarò. Lui ha la sua strada adesso, e io la mia. 
La nave al porto gonfia la sua vela: 
Oscuri e malinconici e ampi mari stanno più in là. I miei marinai 
come anime forgiate nel mio vento, nei fatti e nei pensieri, 
sempre con un cordiale Benvenuto 
hanno accettato il tuono e il caldo sole - e vi hanno opposto 
le menti e i cuori di uomini liberi. Amici, oggi noi tutti siamo vecchi. 
C'è ancora dell'onore tuttavia da soddisfare. 
La morte chiuderà anche il nostro cerchio, 
ma alla chiusura manca qualche cosa, 
Qualcosa che può ancora essere fatto. 
La forza scemerà ma si può ancora 
per noi fare la guerra anche agli Dei. 
La luce un po' più intensa viene sempre 
da sopra i monti, ed essi sono antichi. 
Il giorno è stato lungo e affievolisce: la lenta luna è alta, questo mare 
profondo si lamenta, la sua voce 
emerge ovunque. Avanti amici non è ancora tardi 
per ricercare un mondo un po' più nuovo. 
Voghiamo ben piantati per centrare i solchi rimbombanti delle onde. 
Ad oggi il mio proposito consiste nel navigare oltre il tramonto - dove 
le stelle occidentali fanno il bagno, fin quando morirò. 
Forse gli abissi ci ripuliranno. Può darsi. 
Forse faremo terra alle Isole Felici 
e allora rivedremmo il grande Achille, come lo conoscemmo. 
Sebbene molto è perso, molto rimane. E è vero 
Non siamo più oggi quella forza
che una volta muoveva il cielo e la terra; 
Noi siamo ciò che siamo, 
Quella stessa tempra di cuori eroici 
dal tempo indeboliti e dal destino, 
ma saldi ancora nella volontà 
di lottare e cercare e trovare... E di non cedere. 




*letterale: le Iadi. Si potrebbe leggere anche "Stelle", inteso come "Destino". Qui l'interprete ha preferito intendere le Iadi quali entità personificate onde riflettere il ruolo di Disturbatrci che le creature perlopiù magiche, comunque femminili hanno assunto nelle vicende dell'Ulisse epico. 


Traduzione resa artisticamente secondo il gusto del titolare del blog.

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