Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

giovedì 20 marzo 2008

Libri (senza mezzi media-se-tici) intelligenti al Giulio

Ciao.
Poche parole mie, perchè credo che quelle degli autori in questione e le immagini valgano molto di più.
Parliamo di cultura, e di libri dimenticati o quasi...
Cominciamo con "Strani giorni" di Matteo Scifoni.
La storia parla dei giorni subito precedenti ai fantomatici esami di maturità... Ma non pensiate a cloni dei film di vaporidis, anche perchè i lavori di Scifoni sono stati scritti ben prima!
Niente toni dolci, ma anzi: ruvidezza, termini talvolta rozzi e giovanili, situazioni in bilico tra il noir francese e il western all'italiana, risate a tutto spiano...(per il lettore)
Protagonisti anarchici senza il minimo rispetto per niente, nemmeno per se stessi. Sceneggiature quasi fumettistiche al limite dell'inverosimile.
La scena è ambientata a Roma, e se i luoghi non sono direttamente riconoscibili, basta solo giostrare un po' con la fantasia e gli anagrammi: cosa vi dice, per esempio, LICEO I.C. in via delle TRE TESI..?
Come dicevo prima, però, senza la giusta sponsorizzazione questo non è certo un libro che ha sfondato; anzi. Ormai credo sia reperibile solo sul sito della casa editrice, le Terre Sommerse (e qui è proprio vero: NOMEN OMEN), oppure alla libreria di piazza Capri.
Se ne avrò la possibilità, vi trascriverò qualcosa.
Altro romanzo, in assoluto più accessibile a tutti, perchè in tutte le librerie, è "E' finito il nostro carnevale", di Fabio Stassi.
Ma qui davvero non dico niente, perchè ho un'intervista con l'autore che vi spiegherà molto.
Sappiate solo che si parla di calcio (quello puro, con Garrincha e Pelè), di rivoluzione, di politica, e di amore.
Amore per uno sport, e per le libertà sì, ma sopratutto per una donna: la modella della coppa Rimet (la prima coppa del mondo, assegnata alla squadra che per prima ha vinto tre campionati mondiali: il Brasile nel 1970).
Qualcosa fa pensare che la coppa, poi, non sia stata fusa solo nell'oro..
Ma ho detto anche troppo: come al solito non ho saputo regolarmi.
A tutti voi: Fabio Stassi
video

2 commenti:

Fe&Fra ha detto...

Un saluto dai tuoi "amiconi"!
Ciao Pix&Dixie!!!

CheshireCatLu ha detto...

probabile che la carriera di Scifoni non sia poi così decollata anche a causa di quella foto lì. e Riccioni sullo sfondo? parliamone, anche di questo...
complimenti Pix. come fai il reporter/paparazzo tu...
Bacio
Lu.