Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

giovedì 24 dicembre 2009

Canzoni che mi uccidono - 1 - Human Touch

Ero seriamente arrivato al limite: dopo un mese passato nella purezza di parole avevo ripreso a bestemmiare. Tutto in una sera, e di brutto. Perchè? Perchè in quel momento, come mai prima, illuminato da quella saggezza che solo quattro doppio malto seguite da quattro rum e pera possono dare, avevo finalmente compreso la verità: Dio, se realmente esisteva, se ne stava sdraiato nella sua magnificenza di nuvole e oro, ridendo di me. Ridendo. Anzi, forse proprio sbellicandosi. Nemmeno fossi un fottuto comico di zelig. Rideva, quel porco insensibile, delle mie sventure; ma non mi era ancora chiaro se tutto facesse parte di un suo piano prestabilito (estremamente condito dal più acceso sadismo, non c'è dubbio) o se il padreterno fosse semplicemente come quei deprimenti ciccioni dei classici film americani, sprofondati in poltrona con addosso un orrendo pigiama a righe e una cannottiera sudaticcia, avanzi di pizza e di birra ovunque intorno, imbambolati a guardare la televisione: tutto, fuorchè umani.
Ne avevo le palle piene in quel momento. Come se non bastasse, avevo perso il tabacco. Chissà se, a furia di bestemmiare il suo nome, e non invano, quel gran Signore si degnerà un giorno di rivalutare il suo modo di fare...
Senza un cazzo da fumare, ero proprio alla frutta. La serata era stata una vera merda, tutto quello che non era prevedibile aspettarsi era successo. Mentre mi crogiolavo in questi pensieri di alta teologia assieme a Valerio e Andrea, di gran lunga più ubriachi di me, mi resi conto che erano già le due di notte. Cazzo! E chi me la toglie, anche questa sera, l'inculata di paparino? Certo non tu, caro il mio Dio... Ormai è chiaro che sto più sulle palle a te che alla professoressa di inglese (il che è tutto dire)...
Salutai quei due alcolizzati e gli augurai buon Natale, sperando vivamente che non finissero sotto a un tir, visto il loro stato comatoso.
Mentre mi incamminavo verso casa accesi l'i-Pod: partì la riproduzione casuale e, con quella prima canzone, il tempo sembrò fermarsi. Il Boss. Il caro vecchio Bruce Springsteen. Io che l'inglese non lo capivo, di fronte all'evidenza di quelle parole, forse grazie all'alcol in quel momento sin troppo chiare, quasi mi misi a piangere...

I just want someone to talk to
And a little of that human touch...
Aint no mercy on the streets of this town
Aint no bread from heavenly skies
Aint nobody drawing wine from this blood
It's just you and me tonight...
Oh girl that feeling of safety that you prize
Well it comes at a hard hard price
You can't shut off the risk and the pain
Without losing the love that remains
Were all riders on this train...

"Human Touch". Bruce, vecchio stronzo! Come sempre mi porti a rivalutare tutto... Infilai le chiavi nel portone di casa ed entrai.


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