Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

giovedì 14 gennaio 2010

Utopia

Questo è un post interattivo, o almeno spero che lo sia.
Dico interattivo perchè io in primis scrivo un po' confuso, e sopratutto non sto declamando una verità assoluta, come non sto raccontando qualcosa che ho vissuto e poi analizzato (è per questo che il post non potrebbe fare parte delle Canzoni che mi uccidono). Anzi, proprio per tale motivo mi piacerebbe avere qualche vostro parere per riuscire arricchito anche io.
Arriviamo al punto: questo capodanno mi è capitato di ascoltare una canzone dei Nomadi che non conoscevo; il titolo è Utopia.
La storia è una grande bellissima metafora per parlare di tre concetti importantissimi: la Libertà, la Verità, l'Utopia (che io vedo come "capacità di sognare"... poi magari mi sbaglierò, dite voi!).
Non sto a perdere tempo con sunti inutili: arriviamo direttamente al testo e analizziamolo insieme...


Utopia aveva una sorella maggiore

che si chiamava Verità senza errore

lanciava spesso un aquilone nel vento

su cui era scritto libertà con l'accento.

Il punto focale, per il momento, è uno: L'Utopia e la Verità erano una volta sorelle, legate insieme: senza l'una non c'era l'altra. La verità non era un'utopia, l'utopia era qualcosa di realizzabile, di vero; il sogno era realtà

Le due sorelle trascorrevano il tempo

senza fermarsi mai neppure un momento

avvinte sempre quel aquilone

senza sapere, sapere ragione.

Eccolo qua: il "collante" delle due sorelle altro non era se non la Libertà. E qui ce ne sarebbe da riflettere.... ma una mano me la dovete dà voi!
Intanto andiamo avanti...

Ma troppo deboli le braccia delle fate

e troppo fini quelle dita delicate

strappò la fune il forte vento quel giorno

e l'aquilone più non fece ritorno.

Il legame tra due elementi così diversi non poteva che essere delicatissimo, sottile come un filo... è bastato addirittura un solo colpo di vento per far volare via la libertà dalle mani delle due fate Utopia e Verità. Il fatto è che la libertà è qualcosa di difficile da mantenere.. ed è proprio quando ci si dimentica del suo valore che....

Quell'incidente cancellò la magia

le due sorelle separaron la via,

Utopia andò per il mondo a cercare

e Verità già si pensava a sposare.

Senza la libertà le due sorelle si separano. Forse il senso è più semplice di quello che si potrebbe pensare: forse, semplicemente, Utopia e Verità perdono la libertà primordiale che gli consente di essere l'una nell'altra... perchè, diciamocelo: oggi come oggi non potremmo pensare a due cose così antitetiche, o comunque difficili da concordare.

La Verità si sposava col Tempo

anche Utopia fu invitata all'evento,

"Non ti sposare resta libera che tedi

guarda che le parole son semi!"

La verità si sposa con il tempo. Oh, diranno finalmente alcuni, adesso sì che è tutto più chiaro: questo sì che è un binomio comprensibile. Pensiamo alla fottutissima nostra vita di tutti i sacrosanti fottuti giorni: cosa cazzo è che la regola? Il tempo. Quindi il tempo è verità. Ma verità e tempo, come ci ricordano i Nomadi, sono parole, "e le parole sono semi"...

"E le parole sono semi hai ragione

ma per fiorire non è già la stagione".

"Il tuo non è un matrimonio d'affetto

ti peserà questa casa e quel letto."

... Le parole sono semi... Pensa un momento solo a quante cose fanno le parole in base al loro uso: Parole che creano, che distruggono, che offendono, che fanno sorridere, che fanno proprio ridere, che insultano, che fanno arrossire, che decidono il voto di un esame... Pensa un momento solo a due parole a caso, poi mettile vicine. Fatto? Bene. Ora pensa a verità e tempo. Che cagata, eh? Sicuramente le tue due parole si legano molto meglio, o comunque sono più belle, viste assieme...

Mentre Utopia andava via allegramente

perché vedeva il futuro presente

Verità le sussurrava a capo chino

"Stai confondendo il desiderio e il destino".

Verità guarda solo ciò che accade; non ha retrospezione, come non ha sogni: per questo non può capire l'atteggiamento (solo a prima vista!) puerile della sorella.

E l'animo corse come fa un torrente

cambiando segno tra passato e presente,

Utopia ogni notte un uomo amava

ed all'alba lo abbandonava.

Questo è un passo particolarmente ostico per me, forse arrivo a capirlo solo ora: Utopia abbandona tutti gli uomini che frequenta, proprio perchè in cerca della libertà (l'utopia suprema) e sprovvista di verità, non può che rimanere un sogno

Per verità a quanto si dice

il matrimonio non fu mai felice

il Tempo non è un marito ideale

avaro vecchio ed anche brutale.

Il tempo è infame: in completo divenire, vecchio come il mondo (tanto per usare un'espressione nuova!), se regala qualcosa è solo per un momento, perchè l'istante dopo potrebbe avere cambiato idea...

Ma infondo infondo qualcosa ne ha avuto

con tanti amanti lo ha reso cornuto

ed alla fine dell'infedeltà

ha avuto l'eredità.

Anche senza la Libertà vicino per sublimarla, la Verità trova nel tempo colui che sempre le darà ragione d'essere... quindi poco male, può pure cornificarlo...

Mentre Utopia che non ha un padrone

ne ha centomila senza alcuna ragione

resta da sempre a vagare nel prato,

ma l'aquilone non l'ha più trovato.

Nessuno possiede l'Utopia. Eppure nello stesso istante lei è di tutti.
L'utopia è un sogno, appartiene a tutti e a nessuno insieme. E visto che, una volta persa, la Libertà è difficile a ritrovarsi, dobbiamo aspettarci che ogni nostro sogno degno di essere chiamato con questo nome resti tale...
... Ma il sogno continua a cercare il modo di realizzarsi, la libertà di emanciparsi; e chissà che un giorno.......

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