Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

sabato 16 gennaio 2010

Canzoni che mi uccidono - 5 - Quasi Adatti

Che razza di cazzoni che siamo! Ci conosciamo da tanto ormai, e dovrei sapere chi sono gli amici che mi sono scelto. Eccoci qua, tutti e tre sulla golf di Matteo, il primo tra noi a essersi patentato: tre deficienti come pochi ne ho visti in giro a dire stronzate manco fossimo Aldo, Giovanni e Giacomo. Compagni di classe da cinque anni, legati da un'infinita passione dai colori giallorossi e da altre cazzate meno importanti: i motori, lo scoutismo, i Green Day, tutti i tipi i tabacco fumabile, Ligabue. Tutti e tre vicinissimi e al tempo stesso lontani dal resto del mondo, tutti e tre diversissimi l'uno dall'altro.
Frank, quasi un modello dell'ASROMA OFFICIAL SHOP, minore di tre fratelli, famiglia di superescursionisti. Bonaccione e goliardico come pochi, sempre pronto a ridere ma anche a prestare orecchio agli amici in difficoltà: una persona fondamentalmente buona; il migliore, forse, tra tutti noi. Tra lui e sua madre, ho avuto modo di appurarlo, mi conoscono meglio di chiunque altro.
Matteo: un mito assoluto per quanto riguarda la storia, specie quella di Roma antica e di Cesare. fanatico della guerra e deglarmamenti; un indimenticabile cazzone. Ricordo che subito dopo aver compiuto 18 anni, ancora prima di segnarsi alla motorizzazione, andò in questura per sbrigare le prime formalità burocratiche e ottenere il porto d'armi.
E infine io, un altro cazzone sui generis: un tizio obliquo e un po' sfigato, un poetastro maledetto, un Guinnes World Record di ingenuità e illusione. "Due Facce" mi aveva chiamato un mio amico, pensando a quale personaggio dei fumetti somigliassi maggiormente. E "Due Facce" mi calzava a pennello: in un primo momento un bravo ragazzo, sincero e gentile; il momento dopo un cazzone capace delle bravate più stupide. proprio non so come cazzo faccia a convivere con queste due personalità opposte. Un bel conflitto interiore però, ve lo posso assicurare.
Oggi proprio non sappiamo cosa combinare: decidiamo quindi di optare per qualcosa di diverso: andiamo al cinema. Non sto scherzando: è una cosa che non facciamo quasi mai. Dipendesse da me, poi, potremmo fare qualsiasi stronzata. Basta che ci muoviamo. In auto, ovviamente. E' l'unica cosa di cui ho bisogno ora, cazzeggiare in macchina con qualche amico, autoradio accesa... per quanto riguarda la destinazione, mi accontento anche del culo di un elefante. L'unica grandissima scocciatura è l'assoluto divieto di fumo all'interno dell'auto, posto dal padre di Matteo. Adesso, forse, lo metteranno come nuova legge nel codice della strada... vadano a fare in culo; io fumerò più di prima. Dicono che può distrarre il guidatore. Ma allora, a questo punto, anche l'autoradio distrae il guidatore! E' per questo che l'hanno inventata... A proposito di autoradio: proprio ora mi giunge alle orecchie la sgradevole voce della Ferreri che interpreta "Ma il cielo è sempre più blu".
...
Che schifo è?
Ma non si rendono conto della merda che passano?!
Tutti e tre, di comune accordo, decidiamo che ascoltare quell'eresia è come sputare in faccia a chi veramente sapeva fare buona musica, quindi tiriamo fuori il jack e ci appiccichiamo l'ipod.
So bene che Matteo aspetta solo che io metta "Viva la gloria", ma non possiamo drogarci solo con quella canzone. Il dito scorre da solo, per conto proprio, fino alla cartella dei Tre Allegri Ragazzi Morti: lì c'è un brano che ci descrive, e noi dobbiamo ascoltarlo. E' un disegno metafisico a volere tutto ciò.
Basso, chitarra e batteria danno immediatamente una scossa al veicolo, qualcosa che prima non aveva. E dalle prime parole, per quanto appena velate dal dubbio, mi rendo conto di quanto questa canzone ci appartenga.

Quasi adatti a garantire il giusto risultato...
Quasi adatti a discoteche come gabbie...
Quasi adatti a innamorarsi di un animale a pelo corto...
Quasi adatti a rinunciare alle proprie fantasie...

QUASI adatti. QUASI. Il che vuol dire che non siamo adatti; non siamo adatti a garantire il giusto risultato perchè, in fondo, spesso lo prendiamo in culo.
Non siamo adatti alle stronzissime discoteche: ogni fottuta festa di diciotto anni la passiamo più a fumare sull'uscio di quegli orrendi locali che dentro... e se siamo dentro, è solo per stordirci di alcol.
Non siamo adatti a innamorarci "di un animale a pelo corto"... per quanto le inseguiamo, le donne non fanno per noi. Ma in fondo stiamo bene anche così...
Non siamo adatti a rinunciare alle nostre fantasie... ed è per questo che continuiamo a inseguire sogni e donne irraggiungibili...

A metà canzone chiedo ai miei due compagni cosa ne pensano; Matteo mi guarda e accenna una smorfia: " 'A Michè, è 'na mezza schifezza... Insomma, è una canzoncina..."
Vorrei rispondere facendogli notare che quella canzoncina siamo noi. Poi però resto zitto. Perchè il dramma è che abbiamo ragione tutti e due.
Appoggio la testa al finestrino e mi faccio cullare dalla golf che avanza nel traffico. Certo che il mio amico guida proprio bene... Penso a quella storica traversata Via Prenestina - Via Lanciani in cinque minuti d'orologio fatta insieme una settimana fa, quando rischiavo di arrivare tardi da una ragazza...

Quasi adatti a spingere le ruote oltre i duecentoventi
Quasi adatti a dare il giusto peso ai sentimenti...

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