Ragazzi, io sono convinto che bisogna crederci, bisogna correre il rischio di essere illusi, bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci... E allora io continuo a credere a quella storia del mio amico che mi ha detto che in casa sua, di fronte al suo cane, gli è successa una magia così splendida, che per una cosa così è valsa la pena vivere...
-Luciano Ligabue-

sabato 9 gennaio 2010

Cancellare ciò che tu non vuoi (Canzoni che mi uccidono - 4 -)

"Cancellare ciò che tu non vuoi"
Questa espressione, che vedo da circa dieci anni scritta su un muro sotto casa, è parte di una canzone dei Lunapop, il complesso con cui esordì Cesare Cremonini. Per quanto la musica di quel gruppo non mi sia mai piaciuta particolarmente ho scaricato qualche loro brano, tra cui lo stesso in cui è contenuto quel verso e il cui titolo è Vorrei.
E' una canzone molto breve, con una melodia delicatissima, e come in tutte le strafottutissime canzoni dei Lunapop tutto è limpido e chiaro: c'è veramente poco da capire.
E tuttavia quel verso...!
"Vorrei.. vorrei cancellare ciò che tu non vuoi..."
Nonostante le capacità poetiche che, a sentire gli altri, mi appartengono, ho sempre stentato a comprendere quelle parole: "cancellare ciò che tu non vuoi"... ma cosa cazzo significa?!
Non mi sembra una frase romantica, perdio... Cioè, se cancelli qualcosa che lei non vuole sia cancellato dove cazzo sta l'amore? Questo è egoismo, senza dubbio... Invece, come spesso accade, per capire veramente certe cose spesso bisogna averle vissute. E adesso come non mai arrivo al senso di quelle parole: l'adolescente Cremonini non suggeriva questo, e neppure di eliminare a priori tutto ciò che non le gusta alla ragazzetta di turno, quanto in verità di CANCELLARE il ricordo di un vecchio amore ancora troppo vivo, scritto con troppa forza sulla carta del cuore.
E la gomma, il bianchetto, quellochecazzoè lo strumento di sovraincisione è lo stesso Cesare. Subito dopo infatti afferma "Sono nato per regalarti quel che ancora tu non hai": la medicina per i dolori di lei è lui stesso!

Se l'avessi capito anche solo una settimana fa avrei considerato tutte queste cose una bambineria; adesso invece è tutto diverso. E non potrebbe essere altrimenti, perchè queste parole ormai mi si sono scritte sulla fronte, sono il primo e l'ultimo pensiero che ogni minuto mi girano per il cervello.

Da adesso in poi ogni mattina, passando di fronte a quel murales mi fermerò: penserò un momento a quella maledetta canzone e la terrò tuttavia come un breviario: ricorderò la frase che le ho detto dopo le rispettive intimità confessate, quello che sarà il senso della mia vita nei prossimi mesi

- Io ho la testa più dura di te; non mi interessa nulla: ti aspetterò.
- Non valgo così tanto...
-Per me sì.
... Ti aspetterò!!

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