sabato 27 febbraio 2010

Verso Mario Luzi 2010

Ciao gente!
Mentre dall'esterno continuano ad arrivare segnali preoccupanti (le ennesime assurde vittorie a San Remo e il recente scandalo telecom) qui non solo si continua a lavorare alla conquista del mondo, ma si partecipa, anche quest'anno, al premio Mario Luzi, concorrendo con i canonici tre testi in poesia.
La scelta sui tre campioni è ormai quasi compiuta: i primi due convocati sono sono proprio i miei ultimissimi lavori (della serie "in coda... ma non per importanza"); si chiamano "Maggese" e "La Pagliaccina", la quale è stata, tra l'altro, uno di quei rarissimi casi di amore a "prima scritta", senza cioè che abbia cambiato una parola dalla versione che, per prima, mi è uscita dal cuore.
Per quanto riguarda invece il terzo pezzo è in corso un ballottaggio tra "17.X.2009", "Sparami" e "Aria", leggermente favorita sulle concorrenti, anche se si dovrà vedere come si comporterà di fronte ai lettori.
Per tutti voi, piuttosto, che con tanta e insana pazienza continuate a leggermi e "compatirmi", voglio raccontare brevemente la storia di questi due "quasi certi candidati al concorso", nonchè mie fatiche "decenti, finalmente"(!).

"Maggese" è una parola che ho scoperto ascoltando Cesare Cremonini: sta a indicare il campo che viene lasciato riposare qualche mese, per essere pronto a ridare poi nuovi frutti. Fosse solo, quindi, per la scoperta di questo termine, notevolmente intriso di per sè di poesia, all'autore di 50 special vanno la mia riconoscenza e la mia stima.
In "Maggese" ho tentato, forse miseramente, di dare vita a una speranza, di autoilludermi, di tirare fuori da una parola tutta la magia possibile e, sopratutto, di adattare a quella parola una situazione reale non propriamente felice.
Scrivere "Maggese" è stato un po' come cercare, da un enorme mazzo, l'unica chiave di quella porticina che non apri mai: difficile trovare quella giusta al primo colpo; vai a sapere, magari hai proprio sbagliato mazzo...
Beh, questo è uno di quei casi i cui, non al primo tentativo, ma già al secondo o al terzo, forse hai già in mano la chiave giusta...
"La Pagliaccina", da parte sua, è un testo che, come dicevo prima, mi è proprio uscito dal cuore. Ed è stato amore a prima vista. "Pagliaccina" è un neologismo: sta per pagliaccio-femmina-piccina (c'è chi mi ha chiesto, a occhi sgranati, cosa significhi, non credete..!).
E' un po' una lettera d'amore che parte rassegnata e finisce in netto miglioramento: anche qui ho voluto condire il tutto con una luce di speranza ben più forte del normale... ed è giusto che sia così, per la più bella lettera d'amore che abbia scritto finora.
A essere sinceri, però, "La Pagliaccina" è qualcosa di più di una lettera: è sopratutto il proseguimento di un tentativo: quello di descrivere una ragazza speciale a un bambino di 7 anni e, per me ancora più importante, è ciò che un ignorante direbbe alla fata di cui si è innamorato...

sabato 20 febbraio 2010

Io & BRUCE: Valentine's Day

Bruce ha il potere di estraniarmi

Ecco. Anche oggi è finita. E' finita ufficialmente verso le 17:15, quando ho cliccato su una canzone del Boss e mi sono messo a cercare le parole di Valentine's Day.
La giornata si è ufficialmente conclusa in quel momento. E' impressionante il potere che Bruce Springsteen esercita sulla mia psiche. Quando ascolto la sua musica mi estraneo improvvisamente dal resto del mondo: l'altro giorno, in metro, ascoltando la sua versione di We shall overcome, ho perso la mia fermata; sono sceso due stazioni oltre e non mi sono accorto di nulla.

San Fetentino

Oggi è San Valentino. Sono scoglionatissimo. E' il terzo di fila che passo rosicando, pensando a quanto sono stupido.
Non che dia importanza a questa festa; anzi, non la vedo per altro se non uno stupido prodotto commerciale finalizzato a far quadrare i conti a due fabbriche di cioccolatini a forma di cuore e a un paio di produttori cinematografici dalla dubbia validità in cerca di soldi facili; ma con questo suo continuo proporsi di rose rosse e simili non fa che ricordarmi, ogni fottuto anno, che resto solo.
Per carità, la solitudine ha i suoi lati (più che) positivi, ma... Forse c'è qualcosa in me che non và. Forse, per dirla alla Scifoni, il Grande Capo mi ha mandato sulla terra senza un disegno ben preciso; forse sono in possesso di un rarissimo ormone che trasforma la merda in cocaina e CIA, KGB SIMSI ed MI6 sono sulle mie tracce, appostati per farmi impazzire...

Una stupida illusione

Qualche ora fa l'ho vista con una sua amica. Questa mi ha fatto un segno chiedendomi di avvicinarmi, e la indicava.
Lei mi è sembrata triste, o quantomeno seria. Mio Dio, è veramente speciale...!
Per un attimo ho pensato (forse solo sperato) che fosse così mogia per causa mia. Per un istante il sole mi ha illuminato la giornata. Poi sono tornato sulla terra. Mi ha chiesto "Non è che hai una sigaretta?"

Il vecchio stronzo c'ha preso ancora

Meno male che c'è Bruce. E' nei giorni come questo che il suo essere al mondo è qualcosa in più di un senso per la vita. non è mai banale. Oggi non potevo che ascoltare Valentine's Day. Voleo proprio sapere cosa ne pensasse il vecchio stronzo in proposito. Adesso sarà almeno la nona volta in tre ore che la sento. Non ho sbagliato.
Un mio amico mi è diventato padre la notte scorsa, e mentre parlava nella sua voce potevo sentire la luce... Dicono che viaggi più veloce chi viaggia da solo, ma stanotte mi manca la mia ragazza, stanotte mi manca casa mia.... E' il suono delle foglie portate dal vento lungo la strada che mi ha portato qui fuori stanotte su questa vecchia spettrale autostrada, è il grido del fiume attraversato dalla luce della luna: non è di questo che ho paura, piccola; ciò che mi spaventa è perdere te... Non era il freddo fondo di un fiume che mi è passato addosso, non era l'amarezza di un sogno che non si è avverato, non era il vento nei prati grigi che mi passava tra le braccia; no, no piccola: eri tu...

Il Boss colpisce sempre dove non ti aspetti... un po' come certi film di Muccino. Ma anche tutte le altre sue canzoni mi emozionano incredibilmente: i testi arrivano ai sentimenti senza che si conosca l'inglese, la musica è una pugnalata tra ragione e cuore...

Conclusione - per così dire -

Anche questa è andata. 15 febbraio, ore 13:35, Roma, Bar Marylin. Sono qui, come un po' tuti i giorni, a gustarmi il caffè dopo scuola. La aspetto. Continuo sempre ad aspettarla. Come, d'altronde, le ho promesso, anche se ormai i confini tra attesa e rassegnazione si fanno sempre meno nitidi. La aspetto come aspetto lo scudetto della Roma per quest'anno. probabilmente non arriverà, perchè l'Inter è troppo più forte e noi lottiamo tra continui acciacchi; però i punti di distanza sono solo 7 e si profilano ancora tre mesi di campionato all'orizzonte... perchè non crederci? Quando ci penso tutti mi prendono per matto... ma lasciatemi sognare!
Ecco, con lei è più o meno la stessa cosa. Della serie "Non succede... ma se succede!"
La musica finisce, il brano cambia. Bruce sta pacatamente urlando "I'll work for your love"...

giovedì 28 gennaio 2010

20 giorni dopo...



p.s parla dei ricordi che ognuno ha della propria vita...non sempre li teniamo ben visibili perchè non tutti fanno bene..anzi, spesso sono un pugno nello stomaco..ma ci sono dei momenti in cui molli tutto e vai lì..perchè sai che lì hai messo tutte quelle cose che dicevi di non voler vedere più..nascoste bene...e trovi una lettera...mai spedita..non la apri, tanto sai bene cosa c'è scritto dentro...anche se è passato un bel po' di tempo..e poi..prima o poi la spedirai forse, non è quello che ti ripeti da tempo ormai?....anche se sai che è una promessa da marinaio...sapete qual'è il problema?..riuscire a distinguere l'essere felici dal convincerci di esserlo.....perchè spesso è più facile spiarla la felicità da fuori.....più facile immaginare come sarebbe che avere le palle di cercare di viverla!



"chissà se mai in quel porto mi ritroverai..confuso tra la gente, mi riconoscerai?" P.S

Chiuso nel buio di una soffitta tra vecchi giornali e aerei di carta e kg di polvere a coprire i ricordi di quaderni chiusi e poi mai riaperti
Cè scritto da grande non farò il calciatore, ne lastronauta ma solo il sognatore E sotto il disegno della rossa chitarra la mia prima canzone forse un po acerba
E rivedo gli occhi di quella ragazza Risento il profumo si dellultima volta E i sensi di colpa messi a dormire
Sarà per sempre dillo fino al mattino
Tra frasi sconnesse, progetti importanti promesse che allalba sono stelle filanti.. destate gli amori sono come aquiloni che perdono il filo senza saper volare
Ma oggi si cambia oggi rivoluzioneo forse domani che magari cè il sole e penso che infondo non saremo eroi ma lo senti il vento fischia solo per noi.
E rivedo gli occhi di quella ragazza Risento il profumo si dellultima volta Quando di notte non riuscivi a dormire
E la mia voce accompagnava le ore..
E rivedo gli occhi di quella ragazza in una lettera poi mai spedita E quellinchiostro blu no non scompare..
p.s. ricordi per te ero lamore....
E rivedo gli occhi di quella ragazza
risento il profumo si dellultima volta
Dio se eri bella anche mentre piangevi
e fiera sfidavi il mondo a farti cadere
E rivedo gli occhi di quella ragazza in una lettera poi mai spedita E quellinchiostro blu no non scompare.. p.s. ricordi per te ero l'amore


sabato 16 gennaio 2010

Canzoni che mi uccidono - 5 - Quasi Adatti

Che razza di cazzoni che siamo! Ci conosciamo da tanto ormai, e dovrei sapere chi sono gli amici che mi sono scelto. Eccoci qua, tutti e tre sulla golf di Matteo, il primo tra noi a essersi patentato: tre deficienti come pochi ne ho visti in giro a dire stronzate manco fossimo Aldo, Giovanni e Giacomo. Compagni di classe da cinque anni, legati da un'infinita passione dai colori giallorossi e da altre cazzate meno importanti: i motori, lo scoutismo, i Green Day, tutti i tipi i tabacco fumabile, Ligabue. Tutti e tre vicinissimi e al tempo stesso lontani dal resto del mondo, tutti e tre diversissimi l'uno dall'altro.
Frank, quasi un modello dell'ASROMA OFFICIAL SHOP, minore di tre fratelli, famiglia di superescursionisti. Bonaccione e goliardico come pochi, sempre pronto a ridere ma anche a prestare orecchio agli amici in difficoltà: una persona fondamentalmente buona; il migliore, forse, tra tutti noi. Tra lui e sua madre, ho avuto modo di appurarlo, mi conoscono meglio di chiunque altro.
Matteo: un mito assoluto per quanto riguarda la storia, specie quella di Roma antica e di Cesare. fanatico della guerra e deglarmamenti; un indimenticabile cazzone. Ricordo che subito dopo aver compiuto 18 anni, ancora prima di segnarsi alla motorizzazione, andò in questura per sbrigare le prime formalità burocratiche e ottenere il porto d'armi.
E infine io, un altro cazzone sui generis: un tizio obliquo e un po' sfigato, un poetastro maledetto, un Guinnes World Record di ingenuità e illusione. "Due Facce" mi aveva chiamato un mio amico, pensando a quale personaggio dei fumetti somigliassi maggiormente. E "Due Facce" mi calzava a pennello: in un primo momento un bravo ragazzo, sincero e gentile; il momento dopo un cazzone capace delle bravate più stupide. proprio non so come cazzo faccia a convivere con queste due personalità opposte. Un bel conflitto interiore però, ve lo posso assicurare.
Oggi proprio non sappiamo cosa combinare: decidiamo quindi di optare per qualcosa di diverso: andiamo al cinema. Non sto scherzando: è una cosa che non facciamo quasi mai. Dipendesse da me, poi, potremmo fare qualsiasi stronzata. Basta che ci muoviamo. In auto, ovviamente. E' l'unica cosa di cui ho bisogno ora, cazzeggiare in macchina con qualche amico, autoradio accesa... per quanto riguarda la destinazione, mi accontento anche del culo di un elefante. L'unica grandissima scocciatura è l'assoluto divieto di fumo all'interno dell'auto, posto dal padre di Matteo. Adesso, forse, lo metteranno come nuova legge nel codice della strada... vadano a fare in culo; io fumerò più di prima. Dicono che può distrarre il guidatore. Ma allora, a questo punto, anche l'autoradio distrae il guidatore! E' per questo che l'hanno inventata... A proposito di autoradio: proprio ora mi giunge alle orecchie la sgradevole voce della Ferreri che interpreta "Ma il cielo è sempre più blu".
...
Che schifo è?
Ma non si rendono conto della merda che passano?!
Tutti e tre, di comune accordo, decidiamo che ascoltare quell'eresia è come sputare in faccia a chi veramente sapeva fare buona musica, quindi tiriamo fuori il jack e ci appiccichiamo l'ipod.
So bene che Matteo aspetta solo che io metta "Viva la gloria", ma non possiamo drogarci solo con quella canzone. Il dito scorre da solo, per conto proprio, fino alla cartella dei Tre Allegri Ragazzi Morti: lì c'è un brano che ci descrive, e noi dobbiamo ascoltarlo. E' un disegno metafisico a volere tutto ciò.
Basso, chitarra e batteria danno immediatamente una scossa al veicolo, qualcosa che prima non aveva. E dalle prime parole, per quanto appena velate dal dubbio, mi rendo conto di quanto questa canzone ci appartenga.

Quasi adatti a garantire il giusto risultato...
Quasi adatti a discoteche come gabbie...
Quasi adatti a innamorarsi di un animale a pelo corto...
Quasi adatti a rinunciare alle proprie fantasie...

QUASI adatti. QUASI. Il che vuol dire che non siamo adatti; non siamo adatti a garantire il giusto risultato perchè, in fondo, spesso lo prendiamo in culo.
Non siamo adatti alle stronzissime discoteche: ogni fottuta festa di diciotto anni la passiamo più a fumare sull'uscio di quegli orrendi locali che dentro... e se siamo dentro, è solo per stordirci di alcol.
Non siamo adatti a innamorarci "di un animale a pelo corto"... per quanto le inseguiamo, le donne non fanno per noi. Ma in fondo stiamo bene anche così...
Non siamo adatti a rinunciare alle nostre fantasie... ed è per questo che continuiamo a inseguire sogni e donne irraggiungibili...

A metà canzone chiedo ai miei due compagni cosa ne pensano; Matteo mi guarda e accenna una smorfia: " 'A Michè, è 'na mezza schifezza... Insomma, è una canzoncina..."
Vorrei rispondere facendogli notare che quella canzoncina siamo noi. Poi però resto zitto. Perchè il dramma è che abbiamo ragione tutti e due.
Appoggio la testa al finestrino e mi faccio cullare dalla golf che avanza nel traffico. Certo che il mio amico guida proprio bene... Penso a quella storica traversata Via Prenestina - Via Lanciani in cinque minuti d'orologio fatta insieme una settimana fa, quando rischiavo di arrivare tardi da una ragazza...

Quasi adatti a spingere le ruote oltre i duecentoventi
Quasi adatti a dare il giusto peso ai sentimenti...

giovedì 14 gennaio 2010

Utopia

Questo è un post interattivo, o almeno spero che lo sia.
Dico interattivo perchè io in primis scrivo un po' confuso, e sopratutto non sto declamando una verità assoluta, come non sto raccontando qualcosa che ho vissuto e poi analizzato (è per questo che il post non potrebbe fare parte delle Canzoni che mi uccidono). Anzi, proprio per tale motivo mi piacerebbe avere qualche vostro parere per riuscire arricchito anche io.
Arriviamo al punto: questo capodanno mi è capitato di ascoltare una canzone dei Nomadi che non conoscevo; il titolo è Utopia.
La storia è una grande bellissima metafora per parlare di tre concetti importantissimi: la Libertà, la Verità, l'Utopia (che io vedo come "capacità di sognare"... poi magari mi sbaglierò, dite voi!).
Non sto a perdere tempo con sunti inutili: arriviamo direttamente al testo e analizziamolo insieme...


Utopia aveva una sorella maggiore

che si chiamava Verità senza errore

lanciava spesso un aquilone nel vento

su cui era scritto libertà con l'accento.

Il punto focale, per il momento, è uno: L'Utopia e la Verità erano una volta sorelle, legate insieme: senza l'una non c'era l'altra. La verità non era un'utopia, l'utopia era qualcosa di realizzabile, di vero; il sogno era realtà

Le due sorelle trascorrevano il tempo

senza fermarsi mai neppure un momento

avvinte sempre quel aquilone

senza sapere, sapere ragione.

Eccolo qua: il "collante" delle due sorelle altro non era se non la Libertà. E qui ce ne sarebbe da riflettere.... ma una mano me la dovete dà voi!
Intanto andiamo avanti...

Ma troppo deboli le braccia delle fate

e troppo fini quelle dita delicate

strappò la fune il forte vento quel giorno

e l'aquilone più non fece ritorno.

Il legame tra due elementi così diversi non poteva che essere delicatissimo, sottile come un filo... è bastato addirittura un solo colpo di vento per far volare via la libertà dalle mani delle due fate Utopia e Verità. Il fatto è che la libertà è qualcosa di difficile da mantenere.. ed è proprio quando ci si dimentica del suo valore che....

Quell'incidente cancellò la magia

le due sorelle separaron la via,

Utopia andò per il mondo a cercare

e Verità già si pensava a sposare.

Senza la libertà le due sorelle si separano. Forse il senso è più semplice di quello che si potrebbe pensare: forse, semplicemente, Utopia e Verità perdono la libertà primordiale che gli consente di essere l'una nell'altra... perchè, diciamocelo: oggi come oggi non potremmo pensare a due cose così antitetiche, o comunque difficili da concordare.

La Verità si sposava col Tempo

anche Utopia fu invitata all'evento,

"Non ti sposare resta libera che tedi

guarda che le parole son semi!"

La verità si sposa con il tempo. Oh, diranno finalmente alcuni, adesso sì che è tutto più chiaro: questo sì che è un binomio comprensibile. Pensiamo alla fottutissima nostra vita di tutti i sacrosanti fottuti giorni: cosa cazzo è che la regola? Il tempo. Quindi il tempo è verità. Ma verità e tempo, come ci ricordano i Nomadi, sono parole, "e le parole sono semi"...

"E le parole sono semi hai ragione

ma per fiorire non è già la stagione".

"Il tuo non è un matrimonio d'affetto

ti peserà questa casa e quel letto."

... Le parole sono semi... Pensa un momento solo a quante cose fanno le parole in base al loro uso: Parole che creano, che distruggono, che offendono, che fanno sorridere, che fanno proprio ridere, che insultano, che fanno arrossire, che decidono il voto di un esame... Pensa un momento solo a due parole a caso, poi mettile vicine. Fatto? Bene. Ora pensa a verità e tempo. Che cagata, eh? Sicuramente le tue due parole si legano molto meglio, o comunque sono più belle, viste assieme...

Mentre Utopia andava via allegramente

perché vedeva il futuro presente

Verità le sussurrava a capo chino

"Stai confondendo il desiderio e il destino".

Verità guarda solo ciò che accade; non ha retrospezione, come non ha sogni: per questo non può capire l'atteggiamento (solo a prima vista!) puerile della sorella.

E l'animo corse come fa un torrente

cambiando segno tra passato e presente,

Utopia ogni notte un uomo amava

ed all'alba lo abbandonava.

Questo è un passo particolarmente ostico per me, forse arrivo a capirlo solo ora: Utopia abbandona tutti gli uomini che frequenta, proprio perchè in cerca della libertà (l'utopia suprema) e sprovvista di verità, non può che rimanere un sogno

Per verità a quanto si dice

il matrimonio non fu mai felice

il Tempo non è un marito ideale

avaro vecchio ed anche brutale.

Il tempo è infame: in completo divenire, vecchio come il mondo (tanto per usare un'espressione nuova!), se regala qualcosa è solo per un momento, perchè l'istante dopo potrebbe avere cambiato idea...

Ma infondo infondo qualcosa ne ha avuto

con tanti amanti lo ha reso cornuto

ed alla fine dell'infedeltà

ha avuto l'eredità.

Anche senza la Libertà vicino per sublimarla, la Verità trova nel tempo colui che sempre le darà ragione d'essere... quindi poco male, può pure cornificarlo...

Mentre Utopia che non ha un padrone

ne ha centomila senza alcuna ragione

resta da sempre a vagare nel prato,

ma l'aquilone non l'ha più trovato.

Nessuno possiede l'Utopia. Eppure nello stesso istante lei è di tutti.
L'utopia è un sogno, appartiene a tutti e a nessuno insieme. E visto che, una volta persa, la Libertà è difficile a ritrovarsi, dobbiamo aspettarci che ogni nostro sogno degno di essere chiamato con questo nome resti tale...
... Ma il sogno continua a cercare il modo di realizzarsi, la libertà di emanciparsi; e chissà che un giorno.......

sabato 9 gennaio 2010

Cancellare ciò che tu non vuoi (Canzoni che mi uccidono - 4 -)

"Cancellare ciò che tu non vuoi"
Questa espressione, che vedo da circa dieci anni scritta su un muro sotto casa, è parte di una canzone dei Lunapop, il complesso con cui esordì Cesare Cremonini. Per quanto la musica di quel gruppo non mi sia mai piaciuta particolarmente ho scaricato qualche loro brano, tra cui lo stesso in cui è contenuto quel verso e il cui titolo è Vorrei.
E' una canzone molto breve, con una melodia delicatissima, e come in tutte le strafottutissime canzoni dei Lunapop tutto è limpido e chiaro: c'è veramente poco da capire.
E tuttavia quel verso...!
"Vorrei.. vorrei cancellare ciò che tu non vuoi..."
Nonostante le capacità poetiche che, a sentire gli altri, mi appartengono, ho sempre stentato a comprendere quelle parole: "cancellare ciò che tu non vuoi"... ma cosa cazzo significa?!
Non mi sembra una frase romantica, perdio... Cioè, se cancelli qualcosa che lei non vuole sia cancellato dove cazzo sta l'amore? Questo è egoismo, senza dubbio... Invece, come spesso accade, per capire veramente certe cose spesso bisogna averle vissute. E adesso come non mai arrivo al senso di quelle parole: l'adolescente Cremonini non suggeriva questo, e neppure di eliminare a priori tutto ciò che non le gusta alla ragazzetta di turno, quanto in verità di CANCELLARE il ricordo di un vecchio amore ancora troppo vivo, scritto con troppa forza sulla carta del cuore.
E la gomma, il bianchetto, quellochecazzoè lo strumento di sovraincisione è lo stesso Cesare. Subito dopo infatti afferma "Sono nato per regalarti quel che ancora tu non hai": la medicina per i dolori di lei è lui stesso!

Se l'avessi capito anche solo una settimana fa avrei considerato tutte queste cose una bambineria; adesso invece è tutto diverso. E non potrebbe essere altrimenti, perchè queste parole ormai mi si sono scritte sulla fronte, sono il primo e l'ultimo pensiero che ogni minuto mi girano per il cervello.

Da adesso in poi ogni mattina, passando di fronte a quel murales mi fermerò: penserò un momento a quella maledetta canzone e la terrò tuttavia come un breviario: ricorderò la frase che le ho detto dopo le rispettive intimità confessate, quello che sarà il senso della mia vita nei prossimi mesi

- Io ho la testa più dura di te; non mi interessa nulla: ti aspetterò.
- Non valgo così tanto...
-Per me sì.
... Ti aspetterò!!

domenica 3 gennaio 2010

Buon anno (magari non troppo..)

'Gente!
Grazie al Cielo questo capodanno sono stato fuori, alchè non ho potuto farvi gli auguri come avrei voluto... Rimedio perciò con questa simpatica canzoncina che il buon 4tu ha avuto la premura di farmi ascoltare!
Auguri dunque, e alcuni ringraziamenti speciali:
1) a 4tu per il bellissimo pezzo subito segnalato su youtube
2) ai due fattoni che con me hanno vinto a pictionary (cosa sarebbero state quelle tre sere senza di voi?)
3) a froio per la miglior canzone di fine anno ("Dio no, dio no, dio no...! IO NON TI CREDERO'!!!) degli ultimi anni

- incredibile cosa possono fare due cazzoni come noi ubriachi -

4) al buon berardo, che sopporta tutte le mie seghe mentali

5) ... e sopratutto ad Alessandro per averci regalato questo capodanno indimenticabile!


P.S.: L'anno è finito bene, per quanto riguarda Saintlamb... con un commento dopo diversi mesi di ignavia da parte di voi lettori! Perchè questo non lo cominciamo ancora meglio??! Per esempio potete anche scrivere che la canzone vi fa cagare... tanto mica l'ho scritta io....